mercoledì 7 settembre 2011

News del 07 Settembre 2011

Ideos S7 Slim: i 7 pollici secondo Huawei

Huawei Technologies è una compagnia leader a livello mondiale per quanto riguarda la produzione di soluzioni per la connettività mobile. Negli ultimi tempi, tuttavia, il colosso asiatico si è fatto conoscere anche nel campo della telefonia mobile per alcuni prodotti caratterizzati da una buona dotazione hardware e da un prezzo assolutamente concorrenziale. Stiamo parlando ad esempio di Ideos che, circa un anno fa, fu il primo terminale equipaggiato con sistema operativo Android a essere distribuito a meno di 100 euro.
Ideos S7 Slim, come dettato dal nome, è un tablet con display da 7 pollici che, come tutte le soluzioni con display di queste dimensioni, è equipaggiato con il sistema operativo Android in una delle sue versioni per smartphone, in questo caso la 2.2 (nome in codice Froyo). A livello globale, attualmente, la gamma dei dispositivi da 7 pollici annovera soluzioni ben più blasonate. Tra queste troviamo ad esempio il primo tablet Samsung (Galaxy Tab) e il taiwanese HTC Flyer.
Ideos S7 Slim è dotato di un processore Qualcomm Snapdragon QSD8250 operante a 1 GHz di frequenza e coadiuvato nel suo compito da 512 MB di memoria RAM. Il processore grafico è costituito da una GPU Adreno 200. La memoria a disposizione per lo storage ammonta al momento dell'acquisto a 8GB ma è tuttavia espandibile tramite schede di memoria microSD.
Il display di Ideos S7 misura, come detto, 7 pollici di diagonale e ha risoluzione 800x480 pixel. Il touchscreen è di tipo capacitivo e supporta fino a 4 punti di contatto simultanei. Nella zona posteriore troviamo una fotocamera da 3.15 megapixel dotata di sensore con tecnologia CMOS.
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Nuovi Windows Phone Mango da HTC: ecco Titan e Radar
Il collosso taiwanese HTC ha presentato oggi contemporaneamente con quattro eventi dislocati in diverse città europee (Londra, Madrid, Berlinoe Parigi) due nuovi terminali equipaggiati con l'ultima versione del sistema operativo Windows Phone, ovvero Mango.
I due terminali portano dunque in dote tutte le novità introdotte con l'aggiornamento, tra cui il multitasking, il browser Internet Explorer 9 e una serie di nuovi hub tra cui quello denominato "people" che permette di aggregare i contatti e organizzarli in gruppi.
Le nuove soluzioni HTC sono state chiamate Titan e Radar. Il primo è uno smartphone di dimensioni notevoli. Il display da ben 4.7 pollici campeggia nella parte frontale mentre la cover posteriore offre alloggiamento al sensore della fotocamera da 8 megapixel. Il processore di cui è dotato Titan è un single-core operante alla frequenza di 1,5 GHz coadiuvato da 512 MB di Ram. La memoria interna dedicata allo storage ammonta a 16 GB.
Radar è collocabile in una fascia leggermente più bassa rispetto a Titan e per questo anche le sue specifiche sono, se pur di poco, meno rilevanti. Il display misura in questo caso "solo" 3,8 pollici e il design è molto simile a quello dell'ultimo Desire. Il processore è single core ma operante a solo 1 Ghz mentre la memoria RAM è anche in questo caso da 512 MB. Entrambi i telefoni sono in grado di registrare video in alta definizione a 720p e offrono connettività completa.
Le prime sensazioni sia per quanto riguarda i dispositivi che per il sistema operativo sono buone. Staremo a vedere se anche il pubblico sarà d'accordo e se il connubio HTC Windows Phone 7 Mango riuscirà a ottenere il tanto sperato successo.
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Nanomagneti al posto dei transistor: sono questi i processori del futuro?

1,75 milioni di dollari di sovvenzioni da parte della US National Science Foundation e dalla Nanoelectronics Research Initiative della Semiconductor Research Corporation: è questa la dimensione del finanziamento ricevuto dalla Virginia Commonwealth University a supporto di un progetto di ricerca che verte sulla realizzazione di processori dalla maggiore efficienza e dalla maggiore potenza operativa, in grado di abbattere sensibilmente il calore dissipato in fase di funzionamento e di aprire numerose possibilità di applicazione.
Il team che lavora al progetto di ricerca è coordinato dai ricercatori della VCU School of Engineering che collaborano con l'University of Virginia in Charlottesville, l'University of Michigan at Ann Arbor e l'University of Californa at Riverside allo scopo di concretizzare un lavoro teorico per ora fermo sulla carta e pubblicato sull'edizione di agosto 2011 di Applied Physics Letters.
Supriyo Bandyopadhyay, uno dei ricercatori impegnati nel progetto e professore di Electrical and Computer Engineering presso la VCU School of Engineering spiega: "L'obiettivo di questo lavoro è quello di stabilire un nuovo paradigma estremamente energy-efficient per il digital computing che ci permetterà di accorpare sempre più elementi computazionali su un chip senza doverci preoccupare dell'eccessiva produzione di calore. Questo ci permetterà di incrementare la capacità computazionale dei computer oltre i limiti odierni".

Immagine al microscopio elettronico di nanomagneti con diametro di 100nm

Il percorso di sviluppo dei microprocessori ha visto, fino ad ora, sostanzialmente un unico approccio per incrementare la potenza computazionale: ridurre la dimensione dei transistor in maniera tale da poterne accorpare sempre di più in un singolo chip. Questo approccio presenta però dei limiti: maggiore è il numero di transistor presenti, maggiore è il calore prodotto da un processore durante il suo funzionamento. Calore che deve essere opportunamente dissipato per consentire il corretto funzionamento del chip.
I ricercatori che lavorano a questo progetto partono invece da un approccio completamente differente: al posto dei transistor verrebbero infatti utilizzati speciali nanomagneti in grado di processare informazioni digitali e caratterizzati da una dissipazione termica da 1000 a 10000 volte inferiore rispetto a quella dei normali transistor.
Non solo: Jayasimha Atulasimha, assistente professore di Mechanical and Nuclear Engineering presso la VCU School of Engineering, afferma che il progetto di ricerca sta indagando anche la possibilità di realizzare processori capaci di raccogliere l'energia necessaria per il loro funzionamento dall'ambiente circostante e operar così e senza una fonte di alimentazione dedicata. I due ricercatori affermano che questo tipo di sistemi di computazione potrebbero rappresentare una soluzione ideale alla realizzazione di dispositivi medici da impiantare nei pazienti per il monitoraggio di particolari patologie, che potrebbero essere alimentati semplicemente dai movimenti del corpo umano.
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Sony Personal 3D Viewer, un casco per l'entertainment tridimensionale
Le tecnologie 3D sono sempre più diffuse sui dispositivi, infatti sul mercato troviamo pannelli con tecnologia 3D che necessitano di occhialini attivi o passivi e più di recente anche soluzioni che non necessitano di occhialini. Potrebbe proprio essere questa tipologia di prodotti a garantire una più massiva diffusione, ovviamente in abbinamento a un'ampia offerta di titoli. Per il momento troviamo piccoli display 3D di questo tipo su smartphone, videocamere e notebook ma a IFA 2011 si parla anche di pannelli di più grandi dimensioni.
Sony affianca alle proprie soluzioni per il 3D un'idea interessante che parte dal presupposto di offrire al singolo utente un'esperienza tridimensionale e audio di qualità senza la necessità di realizzare installazioni complicate di pannelli e diffusori. Il nome di questa novità è Personal 3D Viewer. Il dispositivo va indossato come un paio di occhiali e per garantire una più completa immersione nello spazio tridimensionale è prevista una sorta di visiera.
All'interno del Personal 3D Viewer sono presenti due display OLED da 0,7 pollici e risoluzione di 1280x720 pixel. Per ricreare in modo realistico l'esperienza della visione cinematografica, Sony ha
esteso a 45 gradi l'angolo di visione orizzontale all'interno del Personal 3D Viewer. In questo modo, stando alle dichiarazioni di Sony, il dispositivo è in grado di offrire la stessa esperienza che si prova ad essere in una sala cinematografica davanti a un pannello da 750" a una distanza di 20 metri.
Anthony Koustelos, General Manager della divisione Home Audio Video di Sony Europe, ha affermato:
 "Il Personal 3D Viewer è un modo completamente nuovo di guardare film e videogiocare in tre dimensioni. Il nostro obiettivo era quello di ricreare l'esperienza della sala cinematografica attraverso un visore personale. La nitidezza del suono e dell'immagine garantita dal Personal 3D Viewer è in grado di ricreare un minicinema in esclusiva per chi lo indossa".

Per Personal 3D Viewer è prevista un'unità di elaborazione in grado di garantire la connessione del dispositivo a un player Blu-ray o a Playstation 3.
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