martedì 11 ottobre 2011

News del 11 Ottobre 2011

Google Cloud SQL, database relazionale in cloud

Nei giorni scorsi Google ha presentato uno dei servizi da tempo attesi nella nuvola di Mountain View: a fianco delle web application ora è disponibile Google Cloud SQL che offre le potenzialità di un database relazionale in chiave cloud.
Da una soluzione simile si possono evidenziare alcuni interessanti vantaggi: allo sviluppatore è lasciato il compito di lavorare e creare il database e occuparsi della sola parte codice, senza dover gestire e mantenere l'infrastruttura hardware, pianificare backup o ridondanze.  
Google Cloud SQL mette a disposizione un ambiente di lavoro noto a chi già lavora con MySQL e offre anche tool di importazione per database esistenti. Google Cloud SQL si integra in Google App Engine, la soluzione Google per rendere disponibili le proprie web application in un ambiente cloud.
Per il momento l'accesso e l'utilizzo di Cloud SQL è gratuito e non è ancora noto il modello di business e le tariffe che Google intende proporre. Si tratta quindi di una preview pubblica e per Google c'è la possibilità di fare un esteso programma di test e i dettagli commerciali di Google Cloud SQL verranno resi noto 30 giorni prima dall'entrata in vigore.
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Dal governo tedesco un Trojan per spiare i cittadini?

Un gruppo di hacker tedesco accusa il governo tedesco di aver rilasciato un backdoor Trojan: si tratta di un keylogger capace di prendere screenshot e regisrtare audio. Una vera e propria applicazione capace quindi di fornire informazioni a chi, per un motivo o per un altro, volesse collezionarle. L'annuncio della scoperta è stato poi pubblicato a questo indirizzo, con un PDF di 20 pagine, rigorosamente in lingua tedesa. A parlarne e dare conferma diretta è Mikko Hypponen di F-Secure, a questo indirizzo.
Il gruppo di hacker, conosciuto con il nome di Chaos Computer Club (CCC), si è occupato dell'analisi del programma e la descrizione che viene fornita in questo post scritto in lingua inglese è piuttosto chiara ed esaustiva.
"It has been found in the wild and submitted to the CCC anonymously. The malware can not only siphon away intimate data but also offers a remote control or backdoor functionality for uploading and executing arbitrary other programs. Significant design and implementation flaws make all of the functionality available to anyone on the internet. [...] The trojan can, for example, receive uploads of arbitrary programs from the Internet and execute them remotely. This means, an “upgrade path” from Quellen-TKÜ to the full Bundestrojaner’s functionality is built-in right from the start. Activation of the computer’s hardware like microphone or camera can be used for room surveillance."
Le capacità del malware sono quindi importanti e permettono, a chi controlla tale applicazione, di avere pieno controllo del sistema infettato. L'accusa portata avanti dal gruppo di hacker è diretta al governo tedesco che, secondo quanto riportato nel post, avrebbe sviluppato tale programma per poter cotrollare gli utenti.
German trojan
Il nome del Trojan, W32/R2D2A, viene dalla stringa di codice usata per iniziare la trasmissione di file
F-Secure, azienda piuttosto nota quando di parla di sicurezza informatica, prende ovviamente le distanze dalle affermazioni del CCC in merito ai responsabili della distribuzione del malware, ma conferma le potenzialità della applicazione. L'analisi di F-Secure, distribuita a questo indirizzo, conferma che il malware ha come target applicazioni quali Firefox, Skype, MSN e ICQ oltre ad altre. Il backdoor, inoltre, contiene anche codice che potrebbe permettere di prendere screenshot e registrare audio: inoltre questa applicazione supporta anche aggiornamenti, che vengono distribuiti attraverso i server con indirizzi 83.236.140.90 e 207.158.22.134.
Non è la prima volta che un governo venga accusato di spionaggio attraverso un malware diffuso online: nel corso degli anni, infatti, il governo Cinese è stato accusato più volte per la sua presunta operazione Aurora, mentre i rapporti di Microsoft con l'ente nazionale per la sicurezza degli Stati Uniti sono sempre stati molto discussi.
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Processore dual-core e LTE sui prossimi Windows Phone
In accordo con quanto rilasciato da Andy Lees, capo della sezione Windows Phone 7 di Microsoft, il colosso di Redmond avrebbe in programma di rilasciare dei terminali dual-core e con connettività LTE.
Parlando con gli addetti ai lavori di Allthingsd.com, Lees ha spiegato che Microsoft ha già inserito nelle future linee di prodotti delle soluzioni equipaggiate con processore dual-core nel tentativo di contrastare in maniera ancora più completa la competitività di Android. L'esponente di Microsoft ha poi rivolto la propria attenzione verso la connettività LTE, spiegando in che modo la compagnia intenda introdurre questa caratteristica negli smartphone equipaggiati con il propio OS.
Secondo molti, i terminali Windows Phone 7 non necessiterebbero comunque di un processore dual-core, in quanto già allo stato attuale sembrano assolutamente in grado, a livello prestazionale, di competere senza problemi anche con le soluzioni multi-core basate su piattaforma Android.
Attualmente, come affermato anche dal CEO di Microsoft Steve Ballmer, Windows Phone 7 non ha riscosso il successo sperato ma ha portato sicuramente a un aumento di credibilità nei confronti del settore mobile della stessa Microsoft. Con il nuovo aggiornamento e l'introduzione di queste nuove tecnologie nei terminali del proprio portafolgio prodotti, la compagnia di Redmond si augura quindi di raggiungere un buon numero di consensi anche sul mercato.
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Grafene: materiale perfetto per i sensori del futuro?

Il grafene è un materiale ben noto ai lettori dei siti del network di Hardware Upgrade: Business Magazine gli dedica regolarmente alcuni approfondimenti sulle più recenti scoperte e sui possibili utilizzi commerciali. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology ha ora messo in luce una nuova caratteristica di questo interessante materiale, che ricordiamo è costituito da un foglio di carbonio con struttura esagonale dello spessore di un solo atomo.

Una rappresentazione grafica del grafene
Al MIT hanno scoperto che il grafene è in grado di produrre corrente elettrica quando illuminato da radiazione elettromagnetica infrarossa e visibile. Quello che ha attirato in particolare l'attenzione dei ricercatori è il modo con cui questo avviene: non si tratta infatti di un processo simile all'effetto fotovoltaico o all'effetto fotoelettrico, responsabili della generazione di corrente o carica nella maggior parte dei materiali utilizzati per trasformare la luce in energia elettrica.
Nel caso del grafene la generazione di corrente è avvenuta su un campione trattato in modo da avere due zone con differente comportamento elettrico. L'illuminazione del campione ha portato alla creazione di una differenza di temperatura tra le due zone, in grado di generare corrente. Il comportamento è figlio delle proprietà strutturali del grafene: si tratta di un reticolo di atomi molto rigido, in grado di rimanere 'freddo' anche quando gli elettroni vengono 'surriscaldati' (eccitati) dalla radiazione luminosa. Per l'elevata quantità di energia richiesta per mettere in vibrazione il reticolo di atomi, il processo di trasferimento dell'energia degli elettroni eccitati al reticolo è molto inefficiente, praticamente nullo.
Il meccanismo è stato ribattezzato generazione di corrente tramite 'hot carrier' ed era stato osservato prima d'ora solo in condizioni molto particolari, come quelle in cui si trovano i superconduttori a bassissime temperature. Nel grafene invece il fenomeno si verifica anche a temperatura ambiente e con un ampio spettro di radiazione elettromagnetica. In particolare il processo è molto efficiente nel caso dell'infrarosso.
Le proprietà del materiale candidano ora il grafene a diventare un nuovo materiale per fotoricettori e base per una nuova generazione di sensori, in particolare molto efficaci nella rilevazione delle lunghezze d'onda IR e quindi applicabili alla visione nottturna. La facilità e l'economicità di produzione del grafene potrebbero poi, stando alle parole dei ricercatori, aprire la strada anche alla produzione di sensori per l'ambito fotografico, anche se al momento non ci sono state investigazioni dirette in merito. Una strada percorribile sarebbe poi quella di utilizzare in grafene per un nuovo tipo di pannelli solari. I ricercatori del MIT hanno posto la prima pietra, staremo a vedere in futuro quali saranno i più probabili sviluppi pratici.
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