L'ultimo grande progetto di Steve Jobs è iPhone 5
Secondo quanto trapelato online in queste ore, iPhone 4S potrebbe non essere l'ultimo progetto lasciato in eredità dall'ex CEO di Apple Steve Jobs. Secondo l'analista di Rodman & Renshaw, Ashok Kumar, la progettazione dell'ultimo smartphone del colosso di Cupertino non avrebbe coinvolto, se non marginalmente, il principale esponente della mela.
Le dichiarazioni di Kumar affermano che Steve Jobs, conscio del poco tempo a sua disposizione avrebbe infatti concentrato i suoi ultimi sforzi nello sviluppo della prossima generazione di iPhone, ovvero quella che dovrebbe avere come primo rappresentante iPhone 5. Un progetto destinato quindi a entrare nella storia come ultimo lascito di uno dei personaggi più noti e importanti nel mondo della tecnologia.
Nel documento rilasciato da Kumar viene anche sottolineato il fatto che il prossimo esemplare di iPhone avrà molto probabilmente un display di dimensioni maggiori ma delle dimensioni comunque contenute, addirittura simili a quelle di iPhone 4S ma con uno spessore minore. Iphone 5 dovrebbe anche supportare la connettività LTE e portare con se una serie di altre novità hardware di cui ancora non conosciamo l'entità.
Le informazioni riguardo iPhone 5 parlano di un esordio del dispositivo nel corso del prossimo 2012. Secondo quanto dichiarato dall'analista l'occasione giusta per il lancio del nuovo melafonino potrebbe essere la Apple's Developer's Conference che dovrebbe tenersi nel corso della prossima estate.
Intanto, nel corso della giornata di ieri, l'ex CEO di Apple è stato ricordato con una cerimonia in suo onore presso il campus dell'università di Stanford. Il prossimo 19 Ottobre inoltre, si terrà un'ulteriore celebrazione in memoria di Jobs presso la sede dell'azienda a Cupertino; cerimonia che sarà seguita in diretta web dagli operai degli Apple store di tutto il mondo. Il governatore della California ha anche annunciato l'istituzione del "Steve Jobs Day" che si celebrerà ogni anno il 16 di ottobre.
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Hard disk sei volte più capienti? Basta un po' di sale
CDRinfo riporta una notizia interessante riguardante l'archiviazione dati, che si arricchisce di una nuova tecnologia targata Singapore. Il Dr. Joel Yang (laureato al MIT) dell'Institute of Materials Research and Engineering, è a capo di un progetto ambizioso ma che potrebbe raggiungere la produzione di massa in tempi tutto sommato brevi.
La questione sulla carta è semplice: come fare ad archiviare più dati negli hard disk, visto che l'effetto superparamagnetico è sempre in agguato e che le tecnologie attualmente utilizzate hanno forti limiti? Un problema, se si considera che le unità non possono crescere in dimensioni fisiche, poiché i form factor consolidati non sono per nulla in discussione. Esclusa la via di aggiungere piatti a piacere per raggiungere risoluzioni sempre più elevate, la risposta è la stessa per ogni ricercatore attivo nel campo: aumentare la densità di dati archiviabili.
Si parte da un esempio banale ma chiarificatore: avendo a disposizione una valigia, come fare a portare in viaggio più roba possibile? Semplice: organizzare tutto al meglio e compattarlo il più possibile. Anche in questo caso altre tecnologie hanno dato risposte, ma quella dello studio in questione è più raffinata. Alla base del progetto un nanostruttura del supporto di memorizzazione ottenuto con processi litografici, che permetta di creare delle minuscole superfici che chiameremo "grani" per comodità, ognuna in grado di archiviare un bit di informazione.
Attualmente l'approccio è più grossolano: non c'è grande controllo nella stesura si "grani" sulla superficie del media e ne serve un gruppo di alcune unità per archiviare un solo bit. La tecnologia attuale permette di realizzare singoli grani di soli 8nm, ma ricordiamo che non ne basta solo uno per archiviare un bit. La nuova tecnologia del Dr. Joel Yang permette di realizzare grani da 10nm, ma che basta per l'archiviazione del singolo bit.
La tecnologia è già stata realizzata e sembra funzionare al meglio, raggiungendo capienze di ben 1,9 Terabit per pollice quadro, con l'obiettivo dei 3,3 Terabit/in2 a portata di mano. Quest'ultimo valore è circa 6 volte superiore a quello dei dischi tradizionali ora in commercio, motivo per cui la nuova tecnologia fa ben sperare.
Il segreto sta nell'estrema precisione del processo litografico del media (che crea come delle "cellette" per l'informazione) e soprattutto nel suo fissaggio, ottenuto aggiungendo semplice sale (cloruro di sodio) alle soluzioni già utilizzate nel processo produttivo. Il prossimo passo sarà quello di realizzare grani da 4,5nm, con ulteriore incremento della capienza finale dei potenziali hard disk del futuro.
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Ultrabook, attesi modelli con display fino a 2560x1440 pixel di risoluzione
Secondo alcune voci in rete, riportate anche da PC World, vi sarebbero importanti novità per gli Ultrabook che vedremo il prossimo anno, quando saranno equipaggiati con la nuova generazione di processori Ivy Bridge e relative piattaforme hardware.

A stupire è l'intenzione di proporre al vaglio dei produttori la realizzazione di famiglie Ultrabook che prevedano, nella fascia alta di gamma, modelli con display da 13,3" e 15,6" con risoluzioni che possono arrivare fino a 2650x1440 pixel. Prima di argomentare l'apparente assurdità della cosa, dovuta all'eccessiva risoluzione su display così piccoli, occorre slegarsi da quello a cui siamo abituati a vedere nei normali PC portatili.
Ad essere previsti in queste soluzioni sono dei particolari display realizzati con pixel veramente molto piccoli, in stile Retina Display di Apple o Super AMOLED HD di Samsung, per intenderci, destinati al mondo degli smartphone che non a caso vantano risoluzioni veramente elevate per la diagonale utilizzata. In questa categoria prodotto, però, nessuno ha mai mosso grandi contestazioni per l'eccessivo numero di pixel.
Lo scetticismo nasce nel momento in cui un'abitudine consolidata, come quella per i sistemi operativi utilizzati, tende a farci percepire come eccessiva una certa risoluzione, in quanto portati a rapportare il tutto ai caratteri o alle finestre utilizzate di default dal sistema operativo. Intel, con buona probabilità, propone ai produttori alcuni modelli di Ultrabook che possano in qualche modo garantire un'esperienza d'uso soddisfacente anche a quelle risoluzioni, salvo goderne i benefici per la visione di immagini, filmati o quant'altro.
Quello della risoluzione è in generale un tema molto dibattuto fra gli appassionati. Se gli Ultrabook convincono per molti aspetti, rimangono in molti gli scettici per le risoluzioni comunemente utilizzate o promesse. ASUS, consapevole della cosa, commercializza il proprio Zenbook UX31 con display da 13,3 pollici e risoluzione di 1600x900 pixel, che è già meglio della criticata 1366x768 pixel adottata dalla quasi totalità delle soluzioni di imminente commercializzazione.
Non resta ora che attendere, per capire se emergeranno altri dettagli o se i produttori riterranno queste soluzioni Ultrabook troppo azzardate, anche in virtù di un prezzo per l'utente finale sicuramente influenzato da pannelli così raffinati.
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Grand Theft Auto III su iPhone e Android per il decimo anniversario
Grand Theft Auto III su iPhone a Android. Fa parte delle iniziative annunciate da Rockstar per festeggiare il decimo anniversario dal rilascio di questo storico videogame. Le versioni mobile di Gta III erano presenti al Comic-Con che si è svolto a New York nel fine settimana, e saranno disponibili per l'acquisto tra qualche settimana.

Il produttore statunitense ha anche rilanciato Rockstar Warehouse con nuovi item dedicati a Gta III. Ad esempio, si può acquistare l'action figure del protagonista principale del gioco, Claude.
Inizialmente, la versione iOS di Gta III sarà disponibile solo sui dispositivi Apple dotati di processore dual core, ovvero iPhone 4S e iPad 2. Pare, tuttavia, che si tratti di un'esclusiva temporale. Rockstar, infatti, si è presa del tempo supplementare per ottimizzare il gioco sui terminali Apple meno performanti.
Grand Theft Auto III è un titolo che ha letteralmente rivoluzionato la storia dei giochi action. Uscì per la prima volta in formato PlayStation 2 nel 2001. Comprendeva un mondo sandbox con un livello di libertà senza precedenti in quel momento per un videogioco in tre dimensioni. La versione PC arrivò nel maggio del 2002, mentre quella XBox nel gennaio del 2004.
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