Microsoft si prepara a finanziare un'offerta per Yahoo
Circola in queste ore la notizia secondo la quale Microsoft ha firmato un accordo di riservatezza conYahoo, ottenendo in cambio la possibilità di accedere ai libri contabili del motore di ricerca per poter comporre una adeguata valutazione in merito alla possibilità di finanziare un'offerta di acquisizione da parte di terzi.L'intenzione di Microsoft, almeno stando alle informazioni in circolazione sulla rete, non è quella di partecipare direttamente ad un'offerta, quanto più quella di supportare un'altra realtà, finanziandola, nell'acquisizione di una quota di minoranza di Yahoo. Anche TPG Capital e Silver Lake hanno firmato accordi di riservatezza per poter visionare più approfonditamente le informazioni finanziarie di Yahoo.
Il colosso di Redmond si unirebbe così ad altri investitori, con l'obiettivo ultimo di salvaguardare la già esistente partnership con Yahoo affinché rimangano intatti gli accordi nell'ambito della search e dell'advertising siglati nel corso del 2010.
Yahoo si sta trovando ad affrontare un profondo processo di revisione della propria strategia, dopo che nel corso del mese di settembre Carol Bartz è stata rimossa dalla poltrona di CEO. Durante la condotta della Bartz la compagnia non è stata in grado di tenere il passo con gli altri colossi del web come Google e Facebook.
Attualmente ne' Microsoft ne' Yahoo hanno rilasciato una posizione ufficiale in merito alle informazioni circolate in queste ore.
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Radeon HD 6950 e 6970, le soluzioni di Sapphire
Se spetta a NVIDIA e AMD, aziende che hanno fatto della ricerca tecnologica il loro business principale, lavorare alle nuove architetture e soluzioni, i partner ricoprono un ruolo altrettanto importante. Sviluppare soluzioni capaci di risultare appetibili sul mercato e non solo in grado di garantire un interessante rapporto prestazioni/prezzo, ma anche di fornire funzionalità accessorie che possano rappresentare un valido elemento a supporto del prodotto stesso è proprio compito dei partner.In questo senso oggi andiamo ad osservare due schede video che compongono l'offerta di quello che è, in Italia, il partner di AMD più conosciuto: Sapphire. La nota azienda ha da tempo sviluppato una gamma prodotto capace di fornire soluzioni capaci di colpire trasversalmente ogni tipo di utenza. Passando così dalle soluzioni entry-level ai modelli destinati invece alla fascia più alta del mercato.
Nell'articolo di oggi parleremo di Sapphire Radeon HD 6950 Toxic e Radeon HD 6970 Flex, due schede video destinate alla fascia medio-alta del mercato e caratterizzate da peculiarità che possono rappresentare elementi determinanti per alcuni utenti.

Nel caso specifico, con la denominazione Flex, Sapphire indica le soluzioni del produttore caratterizzate dalla presenza di un alto numero di connessioni video, ma non solo. La serie si è infatti evoluta nel corso del tempo. Poter sfruttare la tecnologia Eyefinity di AMD è sicuramente un vantaggio, e la possibilità di appoggiarsi a 5 monitor contemporaneamente regala all'utente finale interessanti scenari di impiego: poterla sfruttare al meglio però comporta l'impiego di adattatori attivi, non proprio alla portata di tutti. Già, perché anche solo per sfruttare una configurazione con tre display è necessario, con Eyefinity, avere almeno un display con DisplayPort oppure appoggiarsi ad un adattatore di tipo attivo. La serie Flex va a cambiare le cose, garantendo il corretto funzionamento della funzionalità a tre monitor anche con display non DisplayPort e senza adattatore: sarà sufficiente avere tre monitor con connessione DVI.
La serie Toxic è invece quella destinata alla fascia di utenti appassionati, che ricercano nel prodotto caratteristiche di primo livello: la soluzione è caratterizzata da un overclock di fabbrica importante, capace di andare a restituire un interessante livello prestazionale. Queste le caratteristiche tecniche delle due proposte di Sapphire oggetto della recensione odierna:
Sapphire Radeon HD 6950 Toxic | Sapphire Radeon HD 6970 FleX | |
| processo produttivo | 40 nm | 40 nm |
| tipo GPU | Cayman | Cayman |
| clock GPU | 880 MHz | 880 MHz |
| stream processors | 1408/1536 (non garantiti) | 1536 |
| clock stream processors | 880 MHz | 880 MHz |
| quantitativo di memoria | 2.048MB | 2.048MB |
| tipologia di memoria | GDDR5 | GDDR5 |
| clock di memoria | 5.200 MHz | 5.500 MHz |
| interfaccia di memoria | 256 bit | 256 bit |
| connettori alimentazione | 1x6pin 1x8pin | 1x6pin 1x8pin |
Western Digital multata: deve 525 milioni di Dollari a Seagate
In questi giorni una sentenza particolarmente importante è stata emessa da una corte del Minnesota, che condanna Western Digital al pagamento di una salatissima multa-indennizzo, da versare nientemeno che al concorrente di sempre, Seagate.Cerchiamo di capire cosa è successo. Nel lontano 2006 Seagate depositò una causa contro Western Ditital e un proprio ex-dipendente, passato proprio nelle file del concorrente, con l'accusa di spionaggio industriale e sottrazione di dati confidenziali. Detta in breve: l'ex dipendente Seagate, passato a Western Digital, avrebbe sfruttato alcuni dati in suo possesso per favorire il nuovo datore di lavoro.
Si trattava evidentemente di dati molto importanti, poiché dalla sentenza è emerso che Western Digital ne abbia tratto un grande vantaggio, almeno a giudicare dalla multa-indennizzo di ben 525 milioni di Dollari USA. Western Digital si dice molto contrariata, e le parole del CEO John Coyne parlano chiaro:
We do not believe there is any basis in law or fact for the damage award of the arbitrator. We believe the company acted properly at all times and we will vigorously challenge the award. This does not affect our ability to conduct our operations, to complete the recovery and recommencement of our Thailand operations or, subject to obtaining the required regulatory approvals, to consummate our planned acquisition of Hitachi GST.
In sostanza, si dichiara come non vi sia alcun fondamento alla multa commissionata dal giudice, che Western Digital ha sempre agito in un modo corretto e farà di tutto per combattere contro la sentenza inflitta. Si precisa inoltre che l'azienda non cambierà strategia, proseguendo con il recupero delle fabbriche andate danneggiate in Thailandia e non vi sarà nessuna battuta di arresto nell'acquisizione di Hitachi GST.
Si attendono ora ulteriori dichiarazioni ed eventuali contromosse, anche perché Western Digital non sembra intenzionata a pagare. Qualora fosse costretta a farlo, secondo Betanews potrebbe comunque attutire bene il colpo, forte dei 3,7 miliardi di liquidità attribuitegli dalla fonte.
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Novità nella sicurezza dei servizi Google con Forward Secrecy
Google ha introdotto un nuovo metodo per la protezione dei servizi Gmail, Google Docs, Google+ e SSL Search. Le attuali soluzioni di sicurezza basate su HTTPS messe in atto da Google offrono un sufficiente livello di sicurezza a breve termine, ma con una visione al futuro la situazione potrebbe essere differente. Infatti, un attacco di tipo “brute force” realizzato con le risorse hardware disponibili tra anni potrebbe rendere accessibili email o altri contenuti oggi ritenuti al sicuro.
Con il nuovo metodo Forward Secrecy implementato da Google viene evitata la conservazione della chiave utilizzata per crittografare ogni singola sessione, in questo modo anche una situazione come quella appena descritta non può essere immaginata e la sicurezza è garantita anche per il futuro. Nella libreria OpenSSL Google ha rilasciato tutti i dettagli relativi a questa novità.
Forward Secrecy può essere utilizzato con Firefox, Chrome e Internet Explorer nelle versioni più recenti. Tuttavia, il browser Microsoft non supporta l'algoritmo crittografico RC4, condizione necessaria per utilizzare il nuovo metodo implementado sui servizi Google.

I browser offrono chiare indicazioni sul tipo di protezione offerto e nel caso di Chrome è sufficiente cliccare con il tasto destro sul simbolo lucchetto presente nella barra degli indirizzi: se viene riportato un messaggio simile a quello mostrato nell'immagine precedente si ha la certezza che Forward Secrecy sia funzionante sul proprio sistema.
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Pannelli Full HD sui prossimi notebook Acer e Asus
Come possibile constatare nei modelli attualmente sul mercato, la risoluzione standard per quanto riguarda i display dei notebook ristagna di qualche tempo a 1366x768 pixel, con grande dispiacere dei consumatori che vorrebbero nei propri pc portatili dei pannelli in FullHD.
Secondo quanto riportato in queste ore da DigiTimes sembra tuttavia che alcune case produttrici stiano pensando di accontentare il pubblico sviluppando insieme ai produttori di pannelli LCD una nuova generazione di display HD per notebook che dovrebbero portare in dote una risoluzione pari a 1920x1080 pixel.
Questa nuova generazione di pannelli LCD dovrebbe equipaggiare, già a partire dai primi mesi del prossimo 2012, la seconda ondata di soluzioni ultrabook. Le case produttrici interessate sarebbero Asus e Acer, entrambe compagnie taiwanesi che, insieme, coprono sicuramente una buona fetta di quello che è attualmente il mercato dei notebook.
Non si hanno ancora indicazioni precise riguardo le dimensioni dei display interessati ma crediamo che si tratti di pannelli di dimensioni che si aggireranno intorno ai 15 pollici. Non si tratta quindi di una innovazione che porterà una densità di pixel fuori dalla norma ma siamo certi che la maggior parte degli utenti giudicherà comunque positivamente l'aggiornamento.
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