giovedì 1 dicembre 2011

News del 01 Dicembre 2011

Telecom lancia Internet Play, la connessione che migliora il gaming online

Telecom Italia fa sapere di aver lanciato Internet Play. Si tratta, secondo il comunicato stampa, di una soluzione dedicata al gaming in grado di ridurre i tempi di risposta del server remoto del 40%. Ci saranno migliorie sia se si gioca su PC sia se si accede al gioco multiplayer tramite console.
Telecom Italia offre alla propria clientela l’opportunità di provare gratuitamente senza vincoli Internet Play per il primo mese, senza costi di recesso. Può essere attivata, previa verifica della disponibilità del servizio, su tutti i profili ADSL Telecom Italia flat 7 Mega e Superinternet (10 e 20 Mega) al costo di 3 Euro al mese.
"In particolare Internet Play ottimizza il parametro della cosiddetta “latenza” o PING, riducendo significativamente il tempo di risposta e aumentando la competitività e reattività del giocatore", si legge nel comunicato stampa.
L'offerta sarà valida dalla giornata di domani. L'effettiva riduzione dei tempi di latenza, tuttavia, rimane da provare.
-------------------------------------------------------------

Arriva la nuova Google bar, ora bianca e integrata nel layout

Circa sei mesi fa, Google, ha rinnovato il design di tutti i suoi servizi: Gmail, search, maps sono ora caratterizzati da un layout più semplice che, nonostante abbia fatto storcere qualche naso inizialmente, si sono rivelati, a conti fatti, più comodi e semplici da usare.
Ecco allora che arriva, come Google oramai ci ha abituato, una nuova modifica: questa volta ad essere vittima del cambiamento è la Google bar. Se quella attuale è di colore nero e offre un diretto accesso a tutti i principali servizi, la nuova versione prevede invece un menu a tendina espandibile in corrispondenza del logo Google. È Google stessa a parlarne sul suo blog ufficiale, a questo indirizzo.
Google Bar
Quello che è stato fatto da Google è stato allora integrare la bar all'interno della comune pagina web, andando ad eliminare lo spazio occupato, fino ad oggi, da quella sottile barra nera. Il video a seguire, ne mostra il funzionamento:
L'integrazione delle applicazioni Google è ora più nascosto, mentre rimane sempre in evidenza la parte Google+, social network che il colosso di Mountain View continua a spingere attivamente.
--------------------------------------------------------

Crittografia sempre più necessaria per la sicurezza di ambienti virtuali

L'avvento delle tecnologie di virtualizzazione ha portato all'attenzione dei responsabili IT una nuova serie di problemi, in particolar modo quando si tratta di misure di sicurezza legati ai sistemi di pagamento online per quelle aziende che si trovano a dover rispettare una serie di norme ben precise, come ad esempio lo standard Payment Card Industry Data Security (PCI DSS) definite dal consorzio formato dalle principali società che gestiscono i circuiti di carte di credito/debito.
La rivista inglese SC Magazine ha recentemente condotto un sondaggio commissionato da SafeNet per raccogliere l'opinione dei responsabili IT di circa 170 aziende europee per indagare in che modo le normative PCI DSS si integrino con le policy aziendali e quali siano le principali difficoltà incontrate in questo ambito. Secondo il 63% degli intervistati lo standard PCI DSS ha avuto un grosso impatto sulla gestione del rischio nell'azienda e sui processi di conformità, dal momento che la portata delle sanzioni ha spinto numerose realtà ad effettuare gli investimenti necessari e ad intraprendere le azioni opportune per adeguarsi alle normative.
Alla domanda “Qual è la preoccupazione principale in ambito sicurezza”, il 52% degli intervistati risponde che essa risiede nella sicurezza in ambienti cloud e il 46% degli intervistati ritiene la sicurezza per le transazioni online negli ambienti virtuali una priorità assoluta.
La sicurezza nell'ambito della virtualizzazione rimane pertanto una sfida a cui le aziende europee si trovano a dover superare. Nell'indagine emerge inoltre che il 70% degli intervistati afferma di archiviare dati sensibili su macchine virtuali (35%), su ambienti cloud privati (26%) o pubblici (9%), descrivendo una tendenza che andrà via via intensificandosi nel corso dei prossimi mesi, con la parallela crescita nell'adozione di tecnologie di virtualizzazione e servizi cloud. Le aziende si trovano pertanto nella situazione dover a far collimare le normative di sicurezza con le caratteristiche intrinseche della virtualizzazione come ad esempio i confini sempre più labili dovuti alla multi-tenancy, l'accesso privilegiato che gli amministratori hanno sulle risorse virtualizzate, la mobilità dei dati o la difficoltà di fare auditing in maniera granulare.
E' interessante notare come gli intervistati percepiscano in maniera abbastanza diffusa come le tecniche di crittografia (a vari livelli, dalla crittografia dei database a quella delle email, da quella dei dati delle applicazioni a quella dei file, per passare dalla crittografia di unità NAS e SAN) possano rappresentare un approccio idoneo alla salvaguardia delle informazioni, rispondendo così alle normative sulla sicurezza e riuscendo al contempo a non deteriorare i vantaggi e i benefici della virtualizzazione.
-----------------------------------------------------------------------

Nessun commento:

Posta un commento