giovedì 22 dicembre 2011

News del 22 Dicembre 2011

Gladinet Cloud Desktop per SkyDrive e i servizi Google

Le opportunità per utilizzare soluzioni cloud sono sempre più diffuse e osservando le novità presentate dai vari produttori è chiaro che si andrà sempre più in quella direzione. Le opzioni offerte in cloud sono svariate e si passa da vere e proprie applicazioni fino a più semplici soluzioni che offrono utili servizi. Tra le tante opportunità la possibilità di memorizzare in cloud dei dati a cui accedere da svariati dispositivi risulta sempre più comoda e diffusa, inoltre questa soluzione permette di gestire backup in remoto, condividere dati o documenti con un gruppo di lavoro o con singoli utenti.
Google ha basato tutto il proprio business sulle soluzioni in cloud offerte in forma gratuita e a pagamento per le imprese; lo stesso sta facendo Microsoft con Office 365, cercando di trovare sempre più sinergie e integrazioni tra la soluzione cloud e quella installata sul PC. Ma oltre ai nomi citati, l'elenco delle società che offrono queste genere di servizi è lungo e molte si rivolgono alla sola utenza business. Uno dei pregi offerti in generale da questi servizi è la possibilità di accedervi avendo a disposizione un semplice browser, una caratteristica che offre estrema flessibilità e ampie possibilità di intervento anche in situazioni di emergenza.
Con un utilizzo evoluto delle opportunità offerte dal cloud ci si scontra però con un problema non da poco: ogni singolo servizio online deve essere gestito da un pannello di controllo accessibile da un browser, strumento tipicamente usato anche l'accesso agli stessi dati. Solo alcune soluzioni più evolute ma poco conosciute offrono una più ampia possibilità.
Ci siamo scontrati con questo problema e abbiamo trovato un'interessante soluzione utilizzando Gladinet Cloud Desktop. Con questo software si ha a propria disposizione una vera e propria console per gestire i vari servizi di storage accessibili in cloud. Una semplice procedura permette di selezionare tra un'ampia gamma di servizi adatti all'utenza consumer e professionali, e per ognuno di essi sarà necessario inserire le credenziali di accesso.
Conclusa questa semplice operazione di setup si potrà notare, all'interno delle risorse di sistema del proprio PC, un nuovo componente di storage denominato My Gladinet Drive, e al cui interno saranno presenti una serie di cartelle dedicate a ogni singolo servizio cloud. Tra le opzioni disponibili figurano i servizi di Google, SkyDrive di Microsoft e varie opzioni di Amazon, solo per citare i nomi più conosciutoi, ma è possibile anche inserire file FTP.
Lo spazio per l'archiviazione dei dati viene mappato come una unità di rete, quindi l'accesso a tale risorsa risulta molto più semplice utilizzando i vari strumenti disponibili sul PC. Il vantaggio principale offerto da Gladinet Cloud sta nella possibilità di gestire l'upload o il download di singoli elementi o intere cartelle direttamente dalle risorse del sistema; questa caratteristica non è poca cosa considerando che alcuni servizi non offrono tale opportunità.
Nella console di gestione di Gladinet Cloud Desktop è presente un menu a tendina dal quale si accede a varie altre funzionalità: il software è in grado di gestire eventuali backup di cartelle locali salvando i dati su risorse in cloud, oppure è possibile delegare a Gladinet Cloud Desktop il compito di mantenere sincronizzate alcune cartelle locali con quelle in cloud. Scegliendo quest'ultima opzione si potranno tenere sincronizzati tra loro anche più PC trovando nello spazio in cloud un valido aiuto.
Dal pannello Settings sono accessibili svariate opzioni che permettono ad esempio di limitare la banda in upload o download in base a determinate regole, oppure di limitare al minimo l'impatto sulle prestazioni di rete nel caso in cui il PC venga utilizzato per la navigazione web. Quelli citati sono solo alcuni dei parametri sui quali è possibile intervenire.
Purtroppo alcune funzioni evolute come il backup e la sincronizzazione sono accessibili solo acquistando una licenza commerciale del software, oppure per un periodo limitato di tempo attraverso l'opzione trial. Segnaliamo a questo indirizzo una promozione dedicata agli studenti. A questo indirizzo è disponibile una tabella comparativa delle funzionalità offerte dalle differenti versioni.
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Facebook: tra una foto e un nuovo status arriva la pubblicità

Dal prossimo mese di gennaio Facebook permetterà ai propri inserzionisti di inserire dei messaggi pubblicitari all'interno della colonna dedicata alle news, agli aggiornamenti di stato e alla pubblicazioni di immagini, insomma per intenderci quella più vista dagli utenti. Come riportato da TechCrunch, i messaggi pubblicitari avranno caratteristiche identiche a quelle delle notizie pubblicate dagli utenti e solo nell'ultima riga riporteranno l'indicazione Sponsored in grigio.
Dalle poche informazioni disponibili pare che Facebook abbia per il momento intenzione di limitare l'invio a ogni singolo utente di un solo contenuto pubblicitario al giorno, questo per non compromettere troppo l'usabilità del servizio. Inoltre, ogni singolo utente dovrebbe poter ricevere solo informazioni pubblicitarie da Pages per le quali ha espresso un Like.
La nuova opzione si aggiunge alla serie di strumenti pubblicitari già offerti da Facebook che però per ora hanno interessato solo aree dell'interfaccia grafica non utilizzate per la pubblicazione di contenuti prodotti dagli utenti; in altre parole fino a ora è sempre stato ben chiaro quali fossero contenuti pubblicitari e quali invece fossero news provenienti dai propri contatti.
La posizione scelta per i nuovi messaggi pubblicitari è sicuramente vantaggiosa e rientra nell'area dell'interfaccia grafica osservata con più attenzione da parte degli utenti, inoltre la scelta di rendere la pubblicità graficamente simile alle normali news aumenterà la visibilità di questi contenuti. Già in passato Facebook aveva provato nel 2006 e nel 2008 a inserire varie forme di pubblicità raccogliendo però pesanti critiche da parte degli utenti che la portarono poi a rivedere la propria strategia. TechCrunch offre un ampio quadro della situazione.
Facebook già oggi costituisce un luogo privilegiato per gli inserzionisti: tralasciando le soluzioni pubblicitarie più o meno lecite la sidebar che contiene messaggi sponsorizzati al momento ha un CTR (Click Through Rate) superiore del 46% rispetto a advertising tradizionale. Le nuove soluzioni, qualora Facebook dovesse riuscire a trovare il giusto compromesso e a limitare le proteste degli utenti, potrebbe costituire una nuova e interessate opportunità per l'advertising online, infatti non bisogna dimenticare che Facebook è uno dei siti web più visitati a livello globale.
Non è al momento chiaro se la novità delle Sponsored Stories - della quale per altro si parla da tempo - potrà avere ricadute anche sugli utilizzatori mobile del social network, infatti proprio su questo aspetto le informazioni diffuse da TechCrunch sono in netto disaccordo con quanto riportato da Bloomberg qualche giorno fa. In attesa di conoscere i dettagli ufficiali da Facebook limitiamoci a considerare i fatti: Facebook dichiara di avere 350 milioni di utenti che utilizzano soluzioni mobile per l'accesso ai servizi, quindi una porzione significativa degli 800 milioni di utenti dichiarati a livello globale.
Si aggiunga poi che sulle pagine visualizzate da dispositivi mobile al momento non è previsto nessuno strumento pubblicitario e considerando i numeri in gioco - 350 milioni di utenti dichiarati - questo rimane un ambito inesplorato. In questo scenario si potrebbe trattare non tanto di un'area dalla quale trarre ingenti profitti, quanto piuttosto di un importante segnale dato nel momento in cui la società di Palo Alto - da poco trasferita Menlo Park - si accinge alla propria quotazione in borsa.
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Nokia/Microsoft e Amazon interessati all'acquisto di RIM

L'aria che si respira in queste ore intorno a Wall Street pare essere la stessa che si respira nei box di una scuderia di formula uno prima di una gara importante. Stando a quanto diffuso nelle ultime ore, al momento, i piloti in gara sarebbero Microsoft e Nokia da una parte e Amazon dall'altra. Il premio al vincitore della competizione? Nientemeno che la canadese Research In Motion.
Proprio così, dalle voci diffuse nel corso della giornata da parte di alcune importanti testate online come il Wall Street Journal, sembra che sia la compagnia di e-commerce che i due colossi della tecnologia mondiale stiano pensando di acquisire il marchio canadese.
Secondo quanto rilasciato, "lo stato delle negoziazioni con Nokia e Microsoft non è chiaro, ma è noto a tutti che RIM sta indubbiamente attraversando un momento difficile". Gli ultimi risultati trimestrali, apparsi deludenti, hanno provocato una importante svalutazione del titolo in borsa, spingendo gli investitori a chiedere un deciso cambio di rotta.
I co-amministratori dell'azienda, Jim Balsillie e Mike Lazaridis, hanno cercato da subito di calmare gli animi, assicurando di voler considerare diverse alternative ma restando comunque intenzionati a provare a risolvere i problemi in casa.
Jim Balsille, riporta il WSJ avrebbe indicato di voler attendere fino al lancio dei nuovi Blackberry nel corso del prossimo anno per decidere se continuare con le proprie forze o se intraprendere la strada della vendita e iniziare a considerare potenziali acquirenti. Per il momento dunque pare ci si trovi di fronte a un "nulla di fatto" destinato a durare ancora almeno qualche mese. Staremo a vedere come si evolverà la situazione aggiornandovi a riguardo.
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Tablet PC con piattaforma Intel Medfield al CES di Las Vegas

Alcune fonti, fra cui Engadget e PCLaunches, indicano come imminente la presentazione, da parte di Intel, di alcuni prototipi di tablet PC equipaggiati con l'attesa piattaforma Medfield. Ricordiamo brevemente che Medfield è la piattaforma che raccoglie l'eredità di Moorestown, che aveva stupito un po' tutti nell'era pre-iPad ma che non ha saputo trovare la via di una commercializzazione convincente.
Intel sa di essere in svantaggio nel campo degli smartphone e dei tablet, in mano a soluzioni Qualcomm-ARM, A5 e in parte Nvidia Tegra. Considerando l'importanza del settore e le forze che può mettere in campo Intel, è difficile non attendersi un tentativo convincente di ritagliarsi un po' di questo redditizio mercato. Ecco dunque farsi strada la notizia della presentazione, nel corso del CES di Las Vegas, di nuovi tablet basati sulla nuova piattaforma.
Medfield
Realizzato con tecnologia produttiva a 32nm, Medfield è di base un SoC che promette consumi molto ridotti abbinati a prestazioni superiori ai concorrenti, stando ovviamente alle dichiarazioni di Intel. Le anteprime mostrano inoltre uno di questi prototipi in abbinamento a un sistema operativo Android 4.0, motivo per cui esistono margini per pensare che la strada che Intel intende percorrere sia finalmente quella giusta, ovviamente in questo campo.
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Apple e TV: la Mela inizia a sondare il terreno tra i partner

Apple avrebbe avviato la fase di confronti con i rappresentanti delle realtà del mondo dell'intrattenimento per tirare le fila dell'offerta di contenuti che sarà composta attorno al fantomatico televisore sul quale starebbe lavorando da diverso tempo. E' quanto riporta l'autorevole testata statunitense The Wall Street Journal.
Secondo le informazioni disponibili la Mela sta sondando il terreno con i vari partner per capire quale grado di interesse vi sia per la creazione di nuovi servizi TV o canali dedicati ai dispositivi Apple. La compagnia sta inoltre valutando la possibilità di utilizzare il servizo iCloud e le sue funzionalità di storage anche in abbinamento con quelli che potranno essere i futuri servizi legati al mondo dell'intrattenimento televisivo.
E' da tempo che si parla della possibilità di un televisore by Apple, con le prime supposizioni in tal senso emerse già lo scorso anno. Le ipotesi hanno acquisito un certo spessore quando con la pubblicazione della biografia di Steve Jobs redatta da Walter Isaacson, nella quale lo stesso Jobs afferma che il team di sviluppo è finalmente riuscito a trovare il giusto approccio per lo sviluppo dell'interfaccia utente da implementare nella futura televisione, che potrebbe contare sul riconoscimento vocale di Siri e su una nuova serie di gesture, magari similmente a quanto avviene con Kinect di Microsoft.
Tra le caratteristiche ipotizzate del nuovo televisore di Apple vi dovrebbe essere un elevato grado di integrazione e sincronizzazione con gli altri dispositivi della Mela, così come la capacità di fungere da collettore di contenuti provenienti da numerose fonti e da numerosi servizi di streaming. Non è tuttavia ancora possibile sapere se si tratterà di un normale televisore, con trasmissione radio o via cavo, alla quale verranno aggiunte funzioni di connettività o se invece si tratterà di un prodotto che farà leva solamente sulle risorse presenti in rete. Di certo molte delle funzionalità che Apple riuscirà ad implementare dipenderanno strettamente dal tipo di negoziati che la compagnia riuscirà a portare a termine con i partner dell'intrattenimento.
Allo stato attuale delle cose è verosimile supporre che la nuova soluzione possa vedere la luce del sole nella seconda metà del 2012 o all'inizio del 2013.
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Mozilla e Google, per tre anni ancora insieme

Mozilla ha annunciato, nel corso della giornata di ieri, il rinnovo dell'accordo con Google: il noto motore di ricerca rimarrà, ancora per tre anni, la scelta di default per Firefox. Il precedente accordo, siglato sul finire del 2008, era scaduto nel passato mese di novembre.
Firefox è stato per molto tempo definito anche "Googlefox", per il supporto che ha sempre avuto nei confronti dei prodotti dell'azienda di Mountain View: il cambiamento è avvenuto, ovviamente, in seguito al rilascio sul mercato di Chrome, il browser sviluppato proprio da Google.
Quella che da molti è stata definita come la guerra dei browser si è così trovata ad una svolta epocale, e Chrome ha in poco tempo stupito per i numeri e per la diffusione che è stato in grado di far registrare.
Mozilla, già nel corso dell'inizio del 2011, ha introdotto il supporto al motore di ricerca sviluppato da Microsoft: Bing. Nel mese di ottobre, inoltre, è stata distribuita una versione con Bing come motore di ricerca di default. Per tre anni ancora, allora, Firefox potrà sfruttare Google come motore di ricerca di default: in attesa allora che arrivi una valida alternativa al motore sviluppato dal colosso della G?
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