Intel prossima ad acquisire InfiniBand da QLogic
Intel Corporation ha annunciato in via ufficiale di aver sottoscritto un accordo definitivo con QLogic per l'acquisizione della linea di prodotto InfiniBand e di alcuni asset correlati a questo business. Un corposo numero di impiegati che lavorano attualmente in QLogic verranno trasferiti ad Intel.L'acquisizione avrà lo scopo di estendere e migliorare il catalogo di soluzioni networking di Intel nella fornitura di tecnologie scalabili per infrastrutture HPC e supporterà la visione della compagnia volta all'innovazione delle architetture fabric per raggiungere l'obiettivo di prestazioni di classe exaflop nel 2018.
Kirk Skaugen, responsabile della divisione Data Center and Connected System Group di Intel, ha dichiarato: "In occasione dell'International Supercomputing Conference 2011 Intel ha fatto luce su una visione per ridefinire le prestazioni HPC ed infrangere la barriera Exascale entro il 2018. L'esperienza e la tecnologia di QLogic mettono a disposizione importanti asset per offrire il system fabric necessario a portare avanti questa visione. Aggiungere InfiniBand di QLogic al nostro catalogo networking ci permetterà di incrementare le opzioni ed il valore per i nostri clienti datacenter".
InfiniBand è un link di comunicazioni utilizzato nell'ambito delle soluzioni High Performance Computing e nei datacenter enterprise. Tra le caratteristiche di InfiniBand vi sono l'elevata la rghezza di banda, la bassa latenza, la qualità del servizio e failover, ed è progettata per essere scalabile. Le specifiche dell'architettura InfiniBand definiscono la connessione tra i nodi di computazione ed i nodi I/O ad elevate prestazioni quali possono essere, ad esempio, i dispositivi di storage.
L'accordo, che prevede da parte di Intel un esborso di 125 milioni di dollari, sarà concluso per la fine del trimestre, previo via libera delle autorità competenti.
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Canon ottiene brevetto per sensori CMOS retroilluminati APS-C e Full Frame
I sensori CMOS retroilluminati sono stati nell'ultimo periodo una delle innovazioni più tangibili introdotte nel mondo delle compatte: i CMOS BSI hanno una costruzione ribaltata rispetto ai sensori di tipo classico e vedono lo strato sensibile alla luce più vicino alla superficie e non coperto in parte dalla circuiteria.Per ora questa tecnologia è stata applicata solo ai sensori di piccolo formato, tra cui cellulari e fotocamere compatte. Canon potrebbe però essere la prima a portare i CMOS retroilluminati nei formati APS-C e Full Frame.

Nei giorni scorsi Canon ha ottenuto un brevetto proprio su questa materia. In particolare il brevetto Canon copre alcune tecnologie relative ai circuiti periferici, alla connessione a una fonte di energia e ai relativi parametri di resistenza e voltaggio.
Al momento non è noto se la tecnologia sia già in produzione e possa sbarcare a breve sulle reflex del produttore nipponico (ad esempio la misteriosa reflex avvistata in Kenya) oppure se sarà necessario attendere molto di più per capirne il destino.
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Sony interessata al 20-30% di Olympus
Secondo gli analisti Sony potrebbe acquistare azioni per arrivare a una partecipazione del 20-30%. In particolare Sony sarebbe interessata ai possibili sviluppi della partnership tra le proprie tecnologie nella progettazione e la realizzazione di sensori e l'esperienza e il mercato di Olympus nei settori medicali e dell'endoscopia, dove detiene una riconosciuta leadership.
L'annuncio di qualche movimento in questa direzione sarebbe imminente, anche se i piani definitivi di Olympus non verranno tracciati prima di aprile, in occasione dell'assemblea straordinaria degli azionisti. Nel frattempo Olympus sta cercando di mettere toppe laddove la cattiva gestione degli anni '90 aveva creato strappi. Arrivando in tempo con la presentazione del bilancio alla Borsa di Tokyo a dicembre, Olympus è riuscita a contenere in $129,800 la multa appena ricevuta dal Tokyo Stock Exchange, evitando ulteriori pesanti aggravi al suo bilancio.
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Radeon HD 7950: alcune schede già disponibili in preordine
Abbiamo segnalato, nella giorni scorsi, alcune indiscrezioni sulle schede Radeon HD 7950, seconda scheda video della famiglia Southern Island che si andrà ad affiancare al modello Radeon HD 7970 già presente sul mercato. Questa soluzione utilizzerà la stessa GPU, appartenente alla famiglia Tahiti, con alcune opportune semplificazioni così da assicurare un posizionamento di mercato ad un prezzo inferiore rispetto al modello Radeon HD 7970.
In particolare la GPU integrerà 1.792 stream processors contro i 2.048 adottati per la scheda Radeon HD 7970, con una frequenza di clock diminuita da 925 MHz sino a 800 MHz. Dal versante memoria verrà mantenuto il bus a 384bit di ampiezza, con moduli GDRR5 caratterizzati dalla frequenza di clock effettiva di 5 GHz. E' ipotizzabile che sin dal debutto vari partner AIB di AMD possano proporre versioni di scheda overcloccate di default, lasciando quindi spazio a frequenze di clock più elevate fermo restando il numero di stream processors abilitati.
Online sono già apparse alcune di queste schede in preordine presso alcuni e-commerce internazionali; in particolare segnaliamo questo rivenditore canadese che propone la scheda a 493,48 dollari canadesi, cifra che corrisponde a circa 375€ tasse escluse e a circa 490 dollari USA. E' ipotizzabile che i listini effettivi, una volta che la scheda verrà presentata sul mercato, saranno inferiori a quanto praticato ora prima della presentazione.
Il debutto ufficiale di questa scheda dovrebbe avvenire nel corso della prossima settimana; sarà interessante verificare la disponibilità in volumi delle schede presso i rivenditori, con la speranza che sia superiore a quella molto ridotta delle proposte Radeon HD 7970.
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