Mac OS X 10.7: un Leone nei sistemi Apple (1°parte)
La prima vera novità di Mac OS X 10.7 si trova nella modalità di distribuzione al pubblico: Lion è il primo sistema operativo della Mela ad essere distribuito sottoforma di download digitale. La piattaforma di didstribuzione scelta dalla Mela è ovviamente Mac App Store, lanciato lo scorso mese di gennaio. La decisione della casa di Cupertino di commercializzare anche un sistema operativo tramite il proprio negozio virtuale, va ad esplicitare in maniera chiara quale sia la visione futura nell'ambito della distirbuzione del software: al bando i supporti fisici e strada aperta al digital delivery, con la probabile conseguenza di vedere qualsivoglia unità ottica sparire dai sistemi (consumer almeno, crediamo che sulle macchine professionali l'unità ottica resisterà ancora per qualche tempo) che la Mela immetterà sul mercato prossimamente.

Il pacchetto di Lion è piuttosto voluminoso: si tratta di un download dalle dimensioni di circa 3,70GB che potrebbe essere inaffrontabile da coloro i quali non dispongono di una connessione a banda larga dalle adeguate prestazioni. Apple cerca di venire incontro anche a questi utenti con due modalità: una versione di Lion commercializzata su USB drive (però ad un prezzo maggiorato, come vedremo nelle conclusioni), e un servizio di installazione personalizzato da effettuarsi presso uno degli Apple Store presenti sul territorio.
Una volta terminato di scaricare il pacchetto, apparirà automaticamente la schermata con la quale avviare l'installazione di Lion. E' consigliabile, prima di procedere con l'installazione vera e propria, di effettuare un backup del proprio sistema onde evitare l'accidentale perdita di importanti dati e documenti.
La procedura di installazione si occuperà di creare una partizione di boot nascosta delle dimensioni di 650MB tramite la quale avverrà l'effettiva installazione del sistema operativo dopo un breve riavvio della macchina. La stessa partizione sarà poi utilizzabile in seguito, mediante gli strumenti appositi, per le attività di ripristino del sistema o per la reinstallazione del sistema operativo. Avviando la macchina da questa partizione si avrà a disposizione il consueto installer del sistema operativo già usato da Apple nelle precedenti versioni di Mac OS X.
E' importante sottolineare che in questa fase dell'aggiornamento all'utente non è richiesta alcuna interazione, se non per la scelta dell'unità disco e l'accettazione delle clausole di licenza. Sparisce quindi ogni possibilità di personalizzare l'installazione (come ad esempio la scelta di non installare determinati elementi, magari non necessari per le nostre attività, allo scopo di risparmiare spazio su disco), dal momento che tutto è condotto in maniera completamente automatica. Da ultimo, ricordiamo che per l'installazione di Lion è necessario disporre dell'ultima versione di Mac OS X 10.6 Snow Leopard.
Interfaccia grafica e Finder, alcune novità
Il nuovo Mac OS X 10.7 "Lion" introduce una serie di novità "cosmetiche" nell'interfaccia grafica, anche queste che seguono lo stile proprio di iOS. Tutti i bottoni, i menu a tendina, le finestre di immissione del testo, cursori a scorrimento e via discorrendo ricalcano la medesima impostazione grafica che Apple ha usato per il sistema operativo dei propri dispositivi mobile. Il risultato è quello di un'interfaccia grafica, sebbene non stravolta rispetto a quanto riscontrato con Snow Leopard, ancor più semplice e minimalista di quanto riscontrato con le precedenti versioni del sistema.

Una finestra del Finder di Mac OS X 10.7 Lion

Una finestra del Finder di Mac OS X 10.6 Snow Leopard
Dalle immagini si nota come la nuova interfaccia grafica abbia decretato la scomparsa delle barre di scorrimento permanenti: le barre vengono infatti visualizzate in sovraimpressione nel momento in cui si effettua lo scrolling di un contenuto, per poi sparire nel momento in cui si termina l'operazione. Notiamo inoltre come le piccole icone della barra laterale subiscano un trattamento "monocromatico".

Il Finder viene arricchito da una nuova modalità di visualizzazione: nel momento in cui l'utente decide di ordinare file e cartelle secondo un determinato criterio, il Finder crea all'interno della finestra i gruppi corrispondenti al criterio, semplificando così l'individuazione dei file.
La gestione delle applicazioni: Launchpad e Mac App Store
Mac OS X 10.7 Lion introduce un nuovo approccio nella gestione delle applicazioni, anticipato con il rilascio della versione beta di Mac App Store lo scorso mese di gennaio, e che viene portato a compimento con la funzionalità Launchpad integrata nel sistema operativo.

Se con il rilascio di Mac App Store Apple ha voluto offrire al pubblico un punto di riferimento ove reperire, in forma gratuita o a pagamento, applicazioni per il proprio sistema operativo, lo scopo di Launchpad è, per certi versi, paritetico: mettere a disposizione dell'utente un punto di riferimento ove possa trovare tutte le applicazioni installate sul proprio sistema. Si tratta di una soluzione che va incontro soprattutto agli utenti meno smaliziati, che magari incontrano difficoltà ad individuare le applicazioni quando non sono presenti sul Dock perché, magari, non hanno idea di dove andare a cercarle.
Cliccando sull'apposita icona Lion mostra una rappresentazione grafica di fatto identica ala springboard di iOS, tramite la quale vengono visualizzate, in una o più schermate, le applicazioni presenti sul sistema. E' bene precisare, tuttavia, che Launchpad elenca solamente le applicazioni presenti nella cartella "Applicazioni" del proprio utente e nelle eventuali sottocartelle, ma non è in grado di rilevare applicazioni che siano state eventualmente installate in altri percorsi, come ad esempio la cartella Download. A questo proposito sarebbe stata preferibile la possibilità di indicare a Launchpad in quali cartelle andare ad individuare le applicazioni.

Esattamente come accade con iOS sarà possibile, secondo le esigenze dell'utente, raggruppare le applicazioni tra loro affini all'interno di cartelle. Anche in questo caso ciascuna cartella può contenere fino a 32 applicazioni. La posizione di applicazioni e cartelle è completamente personalizzabile, al pari di quanto è possibile fare sui dispositivi mobile della Mela.
Apple ha voluto legare a doppio filo Mac App Store e Launchpad: non appena si avvia il download di un'applicazione dallo store, la sua icona compare nella finestra di Launchpad corredata di una barra di progressione a rappresentazione del trasferimento del file. L'applicazione, una volta installata, comparirà direttamente in Launchpad. Qualora si voglia disinstallare un'applicazione scaricata da App Store sarà sufficiente tenere premuto il pulsante destro del mouse e cliccare sulla piccola X che compare sull'angolo superiore sinistro dell'icona, oppure trascinare l'applicazione nel cestino.
Launchpad rappresenta, de facto, il primo launcher ufficiale della Mela (in passato funzioni simili erano eseguite da applicazioni di terze parti, ricordiamo la più nota e opensource Quicksilver), sebbene gli utenti più smaliziati utilizzino da tempo la funzione di ricerca Spotlight come launcher rapido di applicazioni. Launchpad non rappresenta comunque l'unico modo per poter accedere alle applicazioni installate sul sistema, in quanto l'utente può continuare ad operare nelle maniere tradizionali. Resterà comunque da vedere quali i sono i piani di evoluzione di Apple per questa nuova funzionalità, che a livello visivo rappresenta il più evidente punto di incontro tra la famiglia Mac OS X e la famiglia iOS.
SEGUE NEL PROSSIMO POST

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