martedì 27 settembre 2011

News del 27 Settemre 2011

Gartner: Apple dominerà il mercato tablet fino al 2014

La società di analisi di mercato Gartner afferma come le vendite complessive di soluzioni media tablet agli utenti finali sono in perfetta linea per raggiungere il traguardo dei 63,6 milioni di unità, segnando un incremento del 261,4% rispetto al volume di vendita di 17,6 milioni di pezzi registrato per il 2010. Il trend proseguirà fino al 2015, quando le vendite annuali di sistemi tablet potranno raggiungere i 326 milioni di pezzi.
Secondo le stime di Gartner sarà iPad di Apple a dominare ancora il mercato, costituendo il 73,4% delle vendite di tablet del 2011, leggermente in calo dall'83% dello scorso anno. La società di analisi di mercato afferma come tutte le piattaforme al di fuori di iOS e Android non potranno avere più del 5% di market share nel mercato tablet 2011.
Carolina Milanesi, research vice president per Gartner, afferma: "Ci aspettiamo che Apple mantenga la leadership in termini di quote di mercato per il nostro periodo di previsione, controllando più del 50% del mercato fino al 2014. Questo perché Apple è stata capace di offrire un'esperienza utente unificata attraverso il proprio hardware, il proprio software e i propri servizi. A meno che i concorrenti siano capaci di rispondere con un approccio simile, le minacce alla posizione di Apple saranno minime. Apple ha avuto la giusta visione per creare questo mercato e per accaparrarsi le forniture chiave come memoria e gli schermi. Questo le ha permesso di portare iPad sul mercato ad un prezzo molto competitivo senza compromessi nell'esperienza d'uso tra i differenti modelli che offrono opzioni di connettività e storage".
Gartner prevede che i tablet basati su sistema operativo Android siano al passo per poter esprimere un volume di consegne pari ad 11 milioni di unità nel 2011, andando così a rappresentare il 17,3% delle vendite di tablet multimediali. Si tratta di un market share in leggera crescita rispetto a quanto registrato nel 2010, quando Android occupava il 14,3% del mercato.
"La presa di Android sul mercato dei tablet è stata fino ad ora influenzata da prezzi elevati, da una interfaccia utente poco convincente e da applicazioni tablet limitate. Google risponderà alla frammentazione di Android tra smartphone e tablet con la prossima release conosciuta con il nome di Ice Cream Sandwich, che arriverà nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno. Android può contare su un forte supporto dei principali OEM, una comunità di sviluppatori molto ampia e un ecosistema di applicazioni secondo solo a quello di Apple".
Secondo gli analisti di Gartner anche la piattaforma QNX di RIM è piuttosto promettente, ma il sistema operativo si trova ancora alle fasi iniziali del proprio sviluppo. RIM dovrà essere in grado di guadagnare maggior supporto da parte degli sviluppatori, in un momento che per la compagnia è piuttosto difficile per via della crescente pressione sul business degli smartphone.
Gartner sottolinea poi come risulterà estremamente strategico il time to market di Windows 8: Microsoft dovrà essere in grado di portare il nuovo sistema operativo al pubblico in maniera sufficientemente rapida, senza scendere a compromessi in quanto ad usabilità. Di contro dovrà evitare di ritardare troppo il lancio sul mercato, con il rischio di perdere mordente sui consumatori. In ogni caso la piattaforma di Microsoft dovrebbe poter trovare maggiori opportunità nel segmento enterprise, dove i dipartimenti IT potranno affrontare una più semplice integrazione con il software Microsoft esistente.
Nel corso del 2012 si affacceranno sul mercato dei tablet ancor più contendenti: secondo Gartner è essenziale che i nuovi arrivati si impegnino a portare un'esperienza utente di valore, basata su un forte collegamento tra i tablet stessi e gli smartphone, con un buon arsenale di applicazioni, un'interfaccia intuitiva e ampie funzionalità per la condivisione di contenuti tra dispositivi.
Roberta Cozza, principal analyst per Gartner, ha commentato: "La maggior parte dei concorrenti di Apple stanno avendo difficoltà a proporre prezzi come quelli della Mela senza sacrificare i margini. La qualità dello schermo e la potenza di computazione sono le due caratteristiche sulle quali i vendor non possono permettersi di scendere a compromessi. Sono gli altri elementi da considerare attentamente, in maniera tale da mantenere i costi di produzione competitivi con quelli di iPad".
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Trojan per Mac OS X in un file PDF
La nota società di sicurezza F-Secure pubblica sul proprio blog un avvertimento relativo ad un nuovo trojan per i sistemi operativi Mac OS X, che si nasconde all'interno di un file PDF: si tratta di Trojan-Dropper:OSX/Revir.A che installa il backdoor Backdoor:OSX/Imuler.A sul sistema Mac dell'utente caduto vittima dell'attacco.
Il trojan si diffonde, come detto, mascherato da file PDF che mostra un documento in lingua cinese allo scopo di nascondere le proprie attività dietro le quinte. Secondo quanto si legge sul blog di F-Secure, il centro di controllo remoto di questa backdoor sarebbe una semplice installazione Apache, ma attualmente il backdoor non comunica con alcunché.
Allo stato attuale delle cose la minaccia non sembra essere particolarmente grave, ma la situazione potrebbe cambiare se il file dovesse diffondersi in maniera numericamente consistente. I ricercatori di F-Secure stanno ora indagando sulle modalità di diffusione di questo trojan. L'ipotesi più accreditata è la normale circolazione sotto forma di un allegato email.
Per verificare se il sistema sia stato infettato dalla backdoor è sufficiente aprire l'applicazione "Monitoraggio attività" e, come spiega la stessa F-Secure, controllare se nell'elenco dei processi in esecuzione sia presente il processo "checkvir". In caso di riscontro positivo, chiudere il processo e cancellare i file /users/%user%/library/LaunchAgents/checkvir e /users/%user%/library/LaunchAgents/checkvir.plist, dopodiché riavviare il sistema.
Il miglior consiglio, tuttavia, è quello di accettare e scaricare file PDF solamente di provenienza certa, onde prevenire l'eventuale infezione.
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Facebook ci osserva anche una volta sloggati?

La protezione della privacy di un individuo è un tema che, complice la continua crescita dei social network e la facilità della diffusione di informazioni, risulta particolarmente attuale e importante. Facebook, il più noto tra i social network, è da tempo indicato come uno strumento che spesso prevarica il limite della privacy, andando ben oltre la sua semplice e "originale" funzione.
A parlarne in modo dettagliato, scendendo anche in un'analisi tecnica, è Nik Cubrilovic (imprenditore e hacker) che afferma sul suo blog, a questo indirizzo, come Facebook in realtà ci osservi anche una volta sloggati dal noto social network.
Secondo le informazioni rivelta da Cubrilovic, infatti, Facebook andrebbe ad alterare alcuni cookies traccianti una volta effettuata l'operazione di log out, invece che eliminarli. Le informazioni relative all'account, quindi, rimangono presenti all'interno dei cookies: tradotto in termini pratici, ogni volta che si utilizza un widget facebook (come ad esempio il "mi piace") il browser continuerà ad inviare informazioni identificabili a Facebook.
I test portati avanti da Cubrilovic vanno ad analizzare il comportamento di alcuni cookies creati e gestiti dalle API di Facebook: le righe di codice dimostrano, dati alla mano, come questi dati rimangano in memoria dei cookies e non vengano cancellati dal sistema.
Facebook
Le linee di codice di uno dei cookie incriminati
La risposta di Facebook non si è fatta attendere e arriva tra i commenti della notizia. A rispondere è Arturo Bejar, ingegnere di Facebook che spiega come i dati registrati siano importanti per prevenire spam, phising, e altre possibili falle di sicurezza. Tra le frasi riportate da Bejar spunta tra tutte questa: "Also please know that also when you’re logged in (or out) we don’t use our cookies to track you on social plugins to target ads or sell your information to third parties - Vorrei evidenziare come quando voi siate loggati o sloggati, non usiamo i nostro cookies per raccogliere informazioni su di voi per i nostri plug-in o per la pubblicità o per vendere le informazioni ad altri".
Una frase piuttosto ambigua perchè, se da una parte viene messa in luce l'onestà di Facebook (e detto da un dipendente Facebook la cosa non stupisce), non viene nemmeno smentita la possibilità di fare questo.
L'analisi di Cubrilovic riaccende le polemiche attorno al comportamento di Facebook e il trattamento dei dati raccolti durante l'utilizzo, da parte dell'utente finale, del social network. Non è un mistero che l'azienda di Zuckerberg tenda a minimizzare l'importanza della privacy: quando però si tratta di 800 milioni di persone, anche il valore più piccolo diventa importante. Per essere completamente sicuri di non inviare informazioni, di alcun tipo, a Facebook l'unico rimedio è quello di eliminare i cookies interessati dal proprio PC dopo aver effettuato l'operazione di log-out.
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