Google acquista 217 brevetti di IBM
Nel corso degli ultimi giorni del 2011 Google ha condotto a termine una nuova campagna acquisti di brevetti di IBM, portandosi in casa ben 217 differenti documenti con i quali il colosso di Mountain View vuole rafforzare il proprio portfolio di proprietà intellettuale in uno scenario dove il settore tecnologico sta diventando sempre più litigioso.L'United States Patent and Trademark Office ha registrato in via ufficiale l'acquisizione da parte di Google di 188 brevetti riconosciuti ad IBM e 29 pubblicazioni in attesa di conferma. I brevetti vanno a toccare numerosi e differenti ambiti pertinenti alle varie attività di business in cui è impegnata la compagnia, a partire dai blade server, per passare a server di bilanciamento di carico, amministrazione della posta elettronica e gestione delle prestazioni di rete.
Nel bottino di proprietà intellettuale che Google si porta in casa, vi sono anche alcuni brevetti che risultano di particolare utilità per la piattaforma Android, tra i quali spicca una tecnologia relativa alle ricerche effettuate tramite comandi vocali: del resto il colosso di Mountain View sta lavorando allo sviluppo di una soluzione concorrente a Siri di Apple, un progetto per ora conosciuto con il nome di Majel in onore di Majel Barret, l'attrice che ha prestato la sua voce al computer di bordo della nave stellare USS Enterprise nella celebre serie televisiva Star Trek.
Questo episodio è solo l'ultimo di una campagna acquisti che Google ha avviato sin dallo scorso mese di luglio, quando diventò proprietaria di 1030 brevetti IBM, seguita poi dall'acquisizione di altri 1022 e 41 brevetti rispettivamente nei mesi di agosto e settembre. I dettagli degli accordi sono stati mantenuti riservati.
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SmartOffice PN2040, scansioni condivise in ufficio
PN2040 è il nuovo scanner a letto piano della famiglia SmartOffice di Plustek, composta da 12 prodotti destinati alla digitalizzazione dei documenti in ufficio. Grazie all’integrazione dell’interfaccia di rete Ethernet, la periferica è accessibile da più postazioni del gruppo di lavoro, rendendo più flessibile la digitalizzazione e la distribuzione dei documenti. Lo SmartOffice PN2040 ha dimensioni compatte, tuttavia la sua collocazione sulla scrivania o su un piano di lavoro dedicato richiede un’area libera sulla sinistra dell’apparecchio per accogliere i fogli in uscita dall’Adf.
Le specifiche tecniche dell’unità dichiarano un sensore Cis con risoluzione ottica di 600 ppi e profondità colore di 48 bit in ingresso e 24 bit in uscita, un alimentatore automatico di documenti da 50 fogli con grammatura compresa tra 50 e 120 g/mq, le interfacce di connessione Usb 2.0 Hi-Speed ed Ethernet. A risoluzione di 200 ppi, le prestazioni dichiarate variano da un minimo di 9 ppm/10 ipm (immagini per minuto) a colori a un massimo di 20 ppm/40 ipm in scala di grigi e in bianco e nero. Il carico di lavoro sostenuto su base giornaliera può raggiungere quota 1.000 pagine.
SmartOffice PN2040, scanner di rete da 600 ppi e Adf con duplex.
I requisiti hardware minimi (Pc con Cpu PIII o superiore, 256 Mbyte di Ram, 800 Mbyte di spazio su disco) consentono di utilizzare lo scanner anche con computer datati. La compatibilità software è limitata ai sistemi operativi Microsoft, da Windows 2000 a 7. La dotazione software, orientata alla gestione elettronica dei documenti, comprende Presto! PageManager 7.23 di NewSoft, FineReader 6.0 Sprint Plus di Abbyy per la funzione Ocr e BizCard Finder 3.0, dedicato ai biglietti da visita. La messa in opera della periferica non presenta difficoltà e richiede pochi minuti, come la configurazione delle funzioni di scansione. Il PN2040 ha tre tasti programmabili (Scan, Pdf e Custom) che si configurano attraverso un’utilità residente nella barra delle applicazioni di Windows.
L’associazione di un profilo di scansione a ciascun pulsante consente di automatizzare i processi di acquisizione ricorrenti per velocizzare il flusso di lavoro. La gamma delle funzioni disponibili è estesa: scansione con salvataggio dei file nei formati grafici più diffusi, invio dei documenti tramite posta elettronica o verso altre applicazioni per l’editing, archiviazione, creazione di Pdf, stampa e altro ancora. Ogni modalità dispone di un set di controlli per l’ottimizzazione dell’output: si va dal controllo dei parametri di luminosità, contrasto, gamma e soglia, alla rimozione del retino di stampa, di un canale colore e all’autoregolazione della densità dell’immagine. Ci sono anche utili funzioni di ritaglio e correzione dell’inclinazione, di rotazione, eliminazione delle pagine vuote, riempimento del contorno delle immagini e scansione continua, utile per i documenti composti da un numero di pagine superiore alla capacità dell’Adf.

Nei test di laboratorio, lo SmartOffice ha fornito prestazioni soddisfacenti: pur senza rivelarsi molto veloce, soprattutto in modalità a colori, si è dimostrato preciso e affidabile. L’Adf ha trattato un gran numero di supporti cartacei, incluse pagine con grammatura leggera e con superficie patinata, esibendo qualche problema di pescaggio solo con i biglietti da visita ad alto spessore.
A livello qualitativo, la resa è stata più che buona tanto in monocromatico che a colori, sia con documenti generici sia con immagini, ricche di dettaglio e con colori fedeli. Ottimo l’abbinamento con l’Ocr di Abbyy, efficace e preciso anche con impaginati di una certa complessità.
In conclusione, il nuovo SmartOffice PN2040 ha dimostrato di essere un prodotto di valore sia per la qualità dei risultati sia per la facilità d’uso anche in rete locale, fattore importante per l’attività dell’ufficio.
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Philips Brilliance: il design sposa la tecnologia
Tecnologia e design: è il matrimonio tentato da Philips nella sua ultima famiglia di monitor Brilliance, Moda. Il display in prova, un 23,6” 16:9 Full HD, si presenta con una livrea molto elegante, caratterizzata da linee arrotondate e da una cornice frontale nera lucida piuttosto ampia. Il retro è sempre lucido ma completamente bianco ed è bombato in maniera armoniosa.
I designer di Philips non hanno voluto rovinare questa purezza di forme e hanno messo i connettori a filo. In questo modo però i cavi collegati risultano perpendicolari al retro del monitor, con una resa estetica complessiva assai discutibile. Lo schermo è sostenuto da un gambo in acciaio, ricurvo e molto sottile, che consente la sola inclinazione e che risulta quasi invisibile alla persona che si siede davanti al display. La base è invece un anello in alluminio pressofuso, con un inserto interno in plastica nera. L’effetto visivo è notevole anche se lo schermo risulta un po’ troppo basso.
Il monitor arriva con in dotazione il software SmartControl, pensato per regolare il display direttamente all’interno di Windows, e dotato di procedure guidate per una semplice e veloce calibrazione. Il pannello Lcd impiegato è un Tn (Twisted Nematic), che come prevedibile mostra una netta variazione di luminosità quando ci si sposta verticalmente il punto di osservazione. Muovendosi lateralmente, invece, si percepisce un’alterazione dei colori. Insomma, questo monitor non è certo indicato per i grafici professionisti. L’illuminazione è fornita da Led bianchi, parchi dal punto di vista energetico e che hanno permesso ai progettisti di Philips di contenere lo spessore del corpo del monitor. Il menu Osd in italiano è ordinato e facile da navigare con i tasti situati in centro alla parte bassa della cornice. Questi tasti sono a sfioramento e privi di serigrafie, quindi invisibili finché non li si tocca: solo il contatto fa accendere i simboli luminosi.
L’elettronica di pilotaggio del pannello è infarcita di algoritmi pensati per migliorare le immagini. Philips li chiama SmartKolor, SmartTxt, SmartContrast, SmartImage e RispSmart. Nei nostri test li abbiamo disattivati tutti, poiché i loro effetti andavano dal deludente al disastroso. Per esempio, RispSmart riduce il tempo di risposta dei cristalli liquidi, ma le scie, normalmente ben visibili ma contenute, diventano lunghe e di colore bianco. In altre parole, la resa visiva invece di migliorare peggiora. Decisamente più utili e più efficaci sono le regolazioni per il gamma (cinque valori) e per la temperatura colore (sei step), che con le nostre immagini campione, ci hanno permesso di migliorare la resa cromatica. Questa però rimane sempre un po’ lontana dall’ottimale, dato che il giallo è troppo acido, il ciano slavato e alle basse luci è presente una dominante marrone. La calibrazione, effettuata con il sensore blue eye pro Proof Edition di LaCie, ha sistemato gran parte di questi difetti, anche se la resa cromatica complessiva non è risultata perfetta.

Il gamut è ben vicino al riferimento sRgb e la costanza dei colori è più che soddisfacente per un monitor di questa classe.
In compenso il gamut del display è molto vicino al riferimento sRgb, con solo lievi sbavature nel verde e nel blu. Nelle prove dopo la taratura abbiamo avuto conferma del buon funzionamento complessivo di questo display, anche se, lo ripetiamo, la resa cromatica non è perfetta. Il display è quindi adatto a un uso generico, impressione rafforzata anche dal buon comportamento con le sorgenti video, nel nostro caso un media extender e un lettore Dvd.
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RIM taglia il prezzo di PlayBook ora a 299 dollari
Un mese dopo aver reso noto una perdita di 485 milioni di dollari a causa di un numero di soluzioni PlayBook non vendute superiore alle aspettative, la compagnia canadeseResearch In Motion ha deciso di tagliare drasticamente i prezzi del proprio tablet, sperando così di risollevare le vendite della stessa soluzione.
A seguito del ribasso, tutti i modelli avranno lo stesso prezzo, fissato a 299 dollari. Questo significa che la versione del tablet da 16 GB, quella per intenderci con il taglio di memoria minore, costerà come la versione da 64 GB. Situazione che verosimilmente potrebbe scatenare una vera e propria "caccia al 64 GB".

Nonostante suoni come una liquidazione totale, RIM preferisce definire questa operazione come una promozione limitata che avrà scadenza il prossimo 4 febbraio. La "promozione" durerà quindi oltre la data prevista per il rilascio di QNX 2.0 che porterà sul Playbook una serie di nuove applicazioni e funzioni come email, calendario e la possibilità di sincronizzare i contatti.
Segnaliamo un'operazione molto simile effettuata da Sony a cavallo del weekend di capodanno che ha portato il prezzo della soluzione Android Tablet S a 399 e 499$ a seconda del taglio di memoria, con uno sconto sul prezzo di listino di esattamente 100 dollari.
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