venerdì 27 gennaio 2012

News del 27 Gennaio 2012


UE: ecco la proposta di riforma per la protezione dati online

Questi i principali cambiamenti introdotti dalla riforma, come riportato direttamente dalla Comunità Europea.
- Un corpus unico di norme di protezione dei dati valido per tutta l’Unione. Sarannoaboliti gli oneri amministrativi inutili, come le prescrizioni in materia di comunicazione a carico delle imprese, che risparmieranno così circa 2,3 miliardi di euro l’anno.
- Invece dell’attuale obbligo di notificare tutti i trattamenti alle autorità di protezione dei dati (inutilmente burocratico e che costa alle imprese 130 milioni di euro l'anno), il regolamento prevede maggiore responsabilità e un obbligo di rendicontazione per chi tratta i dati. Ad esempio, imprese e organizzazioni dovranno comunicare quanto prima (possibilmente entro 24 ore) alle autorità nazionali di controllo i casi di grave violazione dei dati.
- Le organizzazioni avranno a che fare con un’unica autorità nazionale di protezione dei dati nel paese dell’Unione in cui hanno il proprio stabilimento principale. Analogamente, sarà possibile rivolgersi all'autorità di protezione dei dati del proprio paese, anche se i dati sono trattati da un'impresa con sede fuori dell'Unione. Ogniqualvolta sarà necessario il consenso per trattare i dati, occorrerà chiederlo esplicitamente: il consenso non può essere presunto.
Il primo punto, un po' lontano dall'utente finale ma importante per le aziende che si trovano a dover avere a che fare con il trattamento dei dati personali, propone delle semplificazioni amministrative e un gran risparmio di carte e denaro. Viene promessa una norma chiara e unica per l'Europa, evitando così a chi fornisce servizi di adattarsi a 27 legislazioni differenti.
Agli erogatori di servizi viene però sollecitata una estrema attenzione in termini di tempestività della segnalazione in caso di violazione dei dati. Possibilmente entro 24 ore, ovvero priorità assoluta. Un punto importante a favore del consumatore è il terzo in elenco, dove di sollecita una maggior chiarezza in termini di consenso di trattamento dei dati personali.
Attualmente esiste una normativa fumosa, che permette di presumere il consenso. Con la nuova normativa ci si troverà di fronte a form molto espliciti e chiari, questo in qualsiasi caso in cui verrà richiesto l'inserimento di dati personali. Altra arma nelle mani del consumatore sarà la possibilità di rivolgersi all'autorità dei protezione del proprio Paese, anche se l'impresa in possesso dei dati ha sede al di fuori dell'Unione.
- Sarà più facile accedere ai propri dati personali e sarà agevolato anche il trasferimento dei dati da un fornitore di servizi a un altro (diritto alla portabilità dei dati), il che comporterà un miglioramento della concorrenza tra i servizi.
- Il diritto all’oblio permetterà di gestire meglio i rischi connessi alla protezione dei dati on line: chiunque potrà cancellare i propri dati se non sussistono motivi legittimi per mantenerli.
- Le norme UE si applicheranno anche ai dati personali trattati all’estero da imprese che sono attive sul mercato unico e offrono servizi ai cittadini dell'Unione.
- Le autorità nazionali indipendenti di protezione dei dati avranno maggiori poteri in modo da applicare meglio le norme UE nei rispettivi paesi. Potranno ad esempio comminare, alle imprese che violano il diritto dell'Unione, sanzioni pecuniarie; complessivamente si potrebbero raggiungere somme fino a 1 milione di euro o pari persino al 2% del fatturato mondiale annuo.
- La nuova direttiva applicherà i principi generali e le norme di protezione dei dati alla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Le sue disposizioni disciplineranno i trasferimenti di dati sia nazionali che transfrontalieri.
- Le proposte della Commissione passano ora al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’Unione (riuniti in sede di Consiglio dei Ministri) per discussione e, una volta adottate, non entreranno in vigore prima di due anni.
Le direttive proseguono con altri argomenti molto interessanti. Oltre a una maggiore limpidezza e semplicità nella portabilità dei dati, viene dato spazio al cosiddetto "diritto all'oblio", che si traduce non solo nella possibilità ma nel diritto di chiedere la cancellazione dei propri dati, se non sussistono motivi più che legittimi per lasciarli in mano ad altri. Anche in questo caso tale diritto sussisterà anche in caso di dati trattati da imprese con sede all'estero, ma che offrono servizi anche nell'Unione.
Non manca un forte deterrente per i trasgressori, e sappiamo che l'Unione Europea in quanto a multe non scherza. La sanzione è di tipo pecuniario, con somme che potranno arrivare fino a 1 milione di Euro. Ben sapendo che per certi big questa somma è veramente qualcosa di irrisorio, è stata inoltre introdotta la clausola che la sanzione potrà, in alternativa, arrivare fino al 2% del fatturato annuo mondiale di quell'attività. Per fare un esempio prendendo un nome a caso, Facebook, con il proprio fatturato stimato per il 2011 di 4,27 miliardi di Dollari USA, potrebbe pagare quasi 90 milioni di Dollari in caso venisse colta a non rispettare la normativa.
La normativa passa ora al Parlamento Europeo, cui seguirà l'approvazione dei singoli governi degli Stati membri. I tempi stimati, che mettono in conto emendamenti, correzioni e l'iter parlamentare, parlano di circa 2 anni da oggi, motivo per cui all'inizio del 2014 se ne potranno vedere gli effetti pratici.
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Nintendo Wii U entro il 2012, due volte più potente di Xbox 360

Il presidente di Nintendo, Satoru Iwata, ha confermato che la console di nuova generazione Wii U sarà lanciata nel terzo trimestre fiscale di Nintendo, quindi nella prossima stagione natalizia. La comunicazione di Iwata è avvenuta a margine della pubblicazione dei risultati finanziari in occasione dell'incontro con gli investitori.
Nintendo Wii U
Quanto ai risultati, Nintendo registra vendite nette per 556 miliardi di yen (5,4 miliardi di euro) per quanto riguarda i primi nove mesi del suo anno fiscale. Questa cifra corrisponde a un calo del 31,2 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per questi nove mesi ci sono anche perdite operative che ammontano a 48,3 miliardi di yen (475 milioni di euro), mentre l'anno scorso si registravano profitti per 49,5 miliardi di yen (487 milioni di euro).
Nintendo conferma, quindi, il suo periodo di flessione, con cifre al ribasso anche per via dello sforzo nel campo di ricerca e sviluppo e in quello della produzione per la nuova console. Tutto ciò la induce a rivedere le stime per l'intero anno fiscale che terminerà il 31 marzo: se prima prevedeva perdite per 20 miliardi di yen (196 milioni di euro) adesso la stima è di 65 miliardi di yen (639 milioni di euro) come perdita per l'intero anno fiscale.
Ma nel frattempo non si arrestano le voci sulla prossima generazione. Secondo uno sviluppatore che è già in possesso del kit di sviluppo Wii U e che fa parte di uno studio che sta creando un gioco per la nuova console, Nintendo Wii U avrebbe un hardware due volte più potente rispetto a quello di Xbox 360. Se questa dichiarazione si confermasse veritiera (è riportata daDevelop), invaliderebbe quanto si pensava in precedenza, visto che nessuno fino a oggi si aspettava specifiche così elevate per la nuova console Nintendo.
"Comunque è meno potente di quanto Nintendo ci aveva confidenzialmente preannunciato, e questo cambia in qualche misura i nostri piani", dice ancora la fonte, che chiaramente vuole rimanere segreta perché ha firmato un accordo di non divulgazione con Nintendo. Sono comunque delle dichiarazioni confortanti per chi si aspetta ottime prestazioni dalla prossima generazione, soprattutto se si considera che da altre parti si parla di una nuova Xbox sei volte più potente dell'attuale.
"Ciò che abbiamo visto l'anno scorso all'E3 non riflette tutte le funzionalità di Wii U", aggiungeYoshinori Ono, produttore di Street Fighter IV e dell'imminente Street Fighter X Tekken. "Abbiamo i developer kit e alcune delle nuove caratteristiche aumentano le possiblità di utilizzo. Non ha niente a che vedere con Kinect o simili, è qualcosa di differente. Ma non posso dire di più sennò Nintendo mi manda un assassino per uccidermi!"
"Se iniziassimo a realizzare un gioco per Wii U ne vorremmo sfruttare tutte le caratteristiche, e quindi dovremmo impostare il progetto completamente intorno alla nuova console", si legge sulleFAQ sul sito Eidos e si parla del nuovo Tomb Raider di Crystal Dynamics. "Abbiamo iniziato il progetto su certe piattaforme e vogliamo sfruttare il meglio di ciascuna di queste piattaforme. Quando abbiamo iniziato a lavorare su Tomb Raider Wii U non era stato ancora annunciato, e non vogliamo semplicemente fare un porting".
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Google: novità in vista nelle condizioni d'uso

Dal prossimo primo di marzo Google introdurrà importanti novità nei regolamenti dei propri servizi e più in generale nei confronti della privacy dei propri utenti. Come ripotato sul blog ufficiale da Alma Whitten, direttore del settore privacy di Google, al momento sono presenti ben 60 documenti che regolamentano le modalità con le quali gli utenti possono accedere ai vari servizi, o come Google può gestire i dati degli iscritti. Si tratta praticamente di un documento dedicato per ognuno dei servizi Google attualmente online.
Dal primo di marzo questa mole di documenti verrà fatta convergere in un'unico regolamento condiviso da tutti i servizi Google. Mountain View sottolinea come il tutto sia anche motivato dalla volontà di offrire una più facile comprensione dei vari termini e un miglior controllo da parte degli utenti, ma c'è un'ulteriore differenze che cambia di molto l'attuale situazione. Al momento attuale scegliendo un singolo servizio di Google si accettano le condizioni d'uso di quello specifico servizio, quindi volendo utilizzare o accedere a altra risorsa Google sarà necessario accettare le condizioni d'uso previste per quest'ultime.
Accettando un unico documento comune a tutti i servizi per l'utente c'è la possibilità di accedere in modo diretto da un servizio o all'altro senza troppi problemi di login ripetuti e fastidiosi. Per Google si prefigura la possibilità di integrare ancor più i propri servizirendendoli disponibili in modo trasversale agli utenti. Si effettua ad esempio il login a Gmail e poi in modo diretto si ha la possibilità di accedere a Docs, Maps e altro ancora. Si tratta di un semplice click, fatto il più delle volte in modo distratto ma il significato non è da poco. Per Google c'è la certezza che un utente accettate le condizioni di servizio una volta sola, sia nella condizione di accedere a tutto l'universo di soluzioni Google, anche se tale scelta non viene compiuta in modo esplicito come in passato.
Alma Whitten pone l'accento anche su altre modifiche relative ai termini d'uso dei vari servizi: tali documenti sono stati rivisti- pare anche in conseguenza a alcune pressioni esterne - e semplificati per renderli di più facile comprensione.
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Consumerizzazione dell'IT, un'opportunità per le piccole e medie aziende

Il sempre più crescente impego di tecnologia personale all'interno del luogo di lavoro sta portando una serie di vantaggi alle realtà SMB - Small-Medium Business - attorno al mondo: è il fenomeno della cosiddetta consumerizzazione dell'IT che continua ad espandersi, in special modo nei paesi in via di sviluppo.
Un'indagine di International Data Corporation ha rilevato che le SMB nelle economie in via di sviluppo sono molto più inclini ad incoraggiare l'uso di tecnologia di proprietà del lavoratore, permettendo agli impiegati di collegare i propri smarthpone, netbook e tablet alla rete aziendale per eseguire una serie di applicazioni business.
"Per restare competitive ed incrementare l'efficienza le SMB dei paesi in via di sviluppo stanno facendo leva sulle tecnologie del lavoratore" ha affermato Ray Boggs, vicepresidente, Small and Medium Business Markets per IDC. "Nonostante i potenziali rischi per la sicurezza, questè realtà continuano a permettere agli impiegati di avere ccesso al network della compagnia e alle risorse ad esso correlate attraverso i loro propri dispositivi."
Si tratta di un fenomeno che ha importanti implicazioni per i fornitori di tecnologia, così come per le aziende che competono contro quelle SMB che riescono a trarre il massimo vantaggio da ogni strumento di produzione che hanno a disposizone.
Secondo le indagini condotte da IDC le realtà SMB dei paesi in via di sviluppo risulterebbero inoltre più propense delle controparti appartenenti alle economie sviluppate a fornire ai propri impiegati soluzioni di mobilità come smartphone, mininotebook e tablet.
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