Apple: questa volta, semplicemente, iPad
iPad, che Tim Cook definisce come l'emblema del mondo post-PC. Il CEO di Apple sottolinea come lo scorso trimestre il tablet della mela mordicchiata ha saputo vendere 15,4 milioni di pezzi, un successo che ha sorpreso anche la stessa Apple. Cook racconta come Apple si sia approcciata alla realizzazione dell'iPad non con l'intenzione di creare un semplice dispositivo ma con l'obiettivo di realizzare una nuova categoria di dispositivi: "Per fare questo, iPad deve essere il miglior dispositivo in grado di fare alcune delle cose che fate più spesso" sono state le parole del CEO di Apple. Nessuna ambizione nascosta: con il lancio del nuovo iPad Apple vuole ridefinire la categoria che essa stessa ha creato con la creazione dell'iPad originale.

Partiamo dal nome: semplicemente "iPad". Nessun numero, nessun suffisso: accantonati iPad 3 e iPad HD, Apple impregna di minimalismo anche il nome commerciale del suo prodotto di punta. La presentazione del nuovo tablet si concentra da subito sullo schermo: confermando le indiscrezioni, ecco un display con risoluzione di 2048 x 1536 pixel che distribuiti su un pannello da 9,7 pollici di diagonale consentono di ottenere una definizione di 264 pixel per pollice. Anche lo schermo di iPad entra, pertanto, nella categoria dei Retina Display, ovvero quei display dove il più piccolo elemento che compone l'immagine (il pixel) è di fatto indistinguibile ad occhio nudo da quelli adiacenti.

Il cuore elaborativo è il nuovo System on Chip Apple A5X, soluzione dual-core la cui frequenza operativa non è però stata dichiarata. Attualmente non è possibile conoscere nemmeno il quantitativo di memoria RAM, ma i dettagli tecnici inizieranno a circolare nei prossimi giorni se non già nelle prossime ore. Il nuovo SoC integra però una GPU quad-core (anche in questo caso ignoti i dettagli tecnici) che Apple azzarda dichiarare di avere il quadruplo delle prestazioni di Tegra 3. Una dichiarazione che necessiterà ovviamente di più di un approfondimento.
Sul fronte hardware si segnala inoltre la presenza di una nuova foto/videocamera iSight, con sensore da 5 megapixel di tipo backside-illuminated, ottica a cinque elementi, filtro IR e ISP integrato nel chip A5X. Fondamentalmente si tratta, per il comparto foto/video della stessa configurazione utilizzata per iPhone 4S. La videocamera consente di registrare video alla risoluzione HD di 1080p. Presenti inoltre le funzionalità di face detection, autofocus e bilanciamento del bianco.
Interessanti novità anche per quanto riguarda la connettività, con la presenza di un modulo 4G/LTE, che conferma le indiscrezioni circolate nel corso delle ultime settimane. La nuova connettività consente ad iPad di offrire una velocità di trasferimento dati di 21Mbps su standard HSPA+, a 42Mbps su standard DC-HSDPA e di ben 73Mbps in modalità LTE. La funzionalità personal hotspot viene ora inserita anche in iPad (a patto che i gestori della rete lo permettano).Arriva una nuova funzionalità, la dettatura vocale: nella tastiera virtuale si può notare la presenza dell'icona di un microfono che attiverà la funzione di dettatura. Per ora sono supportati solamente la lingua inglese, tedesca, francese e giapponese, al pari di Siri con il quale, probabilmente, questa nuova funzione condivide una buona parte delle fondamenta tecnologiche.

L'autonomia operativa dichiarata per il nuovo iPad è di 10 ore per la versione WiFi-only, e di 9 ore per la versione con connettività 4G/LTE, in continuità con le 10 ore di autonomia del predecessore iPad 2. Dal punto di vista del form factor il nuovo iPad ha dimensioni pressoché comparabili con quelle del predecessore, fatta eccezione per un piccolo incremento dello spessore (9,4mm contro gli 8,8 del modello precedente) ed un piccolo aumento di peso 652g e 662g rispettivamente per i modelli WiFi e 4G/LTE contro i 601g e 613g dei precedenti modelli iPad 2 WiFi e iPad2 3G.
Il nuovo iPad viene proposto in modelli che differiscono per la capienza dell'unità di storage e per la livrea: abbiamo così modelli neri e bianchi da 16GB, 32GB e 64GB di spazio di archiviazione dati, i prezzi riassunti in tabella (in dollari, i prezzi locali saranno resi noti in un secondo momento):
| 16GB | 32GB | 64GB | |
| iPad WiFi | 499 dollari | 599 dollari | 699 dollari |
| iPad WiFi + 4G/LTE | 629 dollari | 729 dollari | 829 dollari |
Apple decide di mantenere a listino anche iPad 2, che viene proposto sempre nelle varianti WiFi e WiFi+3G ma solo nel taglio da 16GB e con una decurtazione di 100 dollari sul prezzo originale arrivando così a 399 dollari per la versione solo WiFi e 529 dollari per la versione WiFi+3G.

Il debutto del nuovo iPad trascina con sè anche una serie di aggiornamenti alle app della Mela: iWork, Garageband (non possiamo non fare un cenno alla nuova funzione "jam session" che consente di connettere wireless fino a tre dispositivi iOS e improvvisare suonando dal vivo), iMovie cui si aggiunge la nuova applicazione iPhoto per iPad. Si tratta di un applicativo che porta anche sul tablet della Mela la possibilità di gestire album fotografici e di modificare le fotografie similmente a quanto avviene con la controparte desktop. iPhoto per iPad, supportando fotografie fino a 19 megapixel, mette a disposizione numerose funzionalità di editing non distruttivo, pennelli touch per l'editing selettivo di porzioni di fotografia, funzionalità di autocorrezione e miglioramento automatico delle foto, numerose opzioni di condivisione sui popolari social network come Flickr e Twitter. La nuova app viene resa disponibile da subito su App Store al prezzo di 4,99 Dollari.
Per tutti gli interessati segnaliamo che a questo indirizzo è disponibile la registrazione del Keynote tenuto allo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco. Per la visione è necessario l'utilizzo di Safari 4 o 5 su Mac OS X Snow Leopard o Lion, Safari su iOS 3 o più recenti, o QuickTime 7 su Windows.
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Classified SR-X: dual socket per enthusiast da EVGA
Con il debutto delle CPU Intel della serie Xeon E5-2600, viene ufficialmente presentata anche la scheda madre EVGA Classified SR-X, nuova proposta dual socket per utenti appassionati della quale nel corso degli ultimi mesi sono emerse varie indiscrezioni online.


Trattandosi di un prodotto sviluppato per gli enthusiast non mancano soluzioni tecniche peculiari: segnaliamo punti di rilevazione delle tensioni di alimentazione via multimetro, PWM dual a 6 fasi, switch per abilitare o disabilitare sia slot PCI Express sia slot per moduli DDR3. Accanto al connettore di alimentazione ATX a 24pin troviamo onboard anche due connettori a 8 pin, affiancati da 3 supplementari a 6 pin identici a quelli delle schede video utilizzati rispettivamente per i due socket e per gli slot PCI Express.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del produttore a questo indirizzo; il prezzo ufficiale è molto elevato, pari a 648,99 dollari USA tasse escluse.
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ViWin: accesso remoto, anche da tablet, per ambienti Windows
fastERA, una realtà insubrica impegnata nello sviluppo di soluzioni di accesso remoto, cloud computing e virtualizzazione, ha presentato una nuovo strumento per l'accesso remoto ad ambienti di lavoro Windows mediante qualsiasi dispositivo che può connettersi alla rete, sistemi tablet e smartphone compresi.
Si tratta di ViWin, una soluzione che che consente di accedere al proprio ufficio virtuale tramite qualsiasi computer (Win o Mac) e qualsiasi tablet (Apple, Android o Win) senza che sia necessario dover installare alcun software: è sufficiente una connessione ad internet ed un dispositvo con cui effettuare l'accesso.
ViWin offre pertanto la possibilità di avere a disposizione i propri documenti (Word, Excel, PowerPoint, Outlook, ecc.), le proprie applicazioni e le proprie risorse sempre e ovunque trasformando la postazione di lavoro in una postazione raggiungibile da casa e da remoto.
ViWin include, con formula a noleggio, le licenze Cal per i server virtuali (Microsoft® Windows 2008 R2 Sp1 64 bit), le licenze Rdcal per gli utenti (Microsoft® Office 2010) e l'antivirus Forefront Endpoint Protection 2010. Gli applicativi sono sempre aggiornati all’ultima versione. Il servizio ViWin offre un ambiente sicuro, grazie anche all'accesso tramite collegamenti SSL e al monitoraggio continuo dei data center cui risiedono i dati. L'assistenza ed il supporto sono garantiti 24 ore al giorno per tutti i giorni dell'anno ed il servizio comprende inoltre le misure di Disaster Recovery ed un piano di backup automatizzato.
Il servizio ViWin offre la possibilità di scegliere in maniera flessibile le risorse virtualizzate e viene commercializzato secondo una logica di Pay-per-Use, dove il costo del servizio è composto solamente dalle risorse effettivamente utilizzate. E' prevista, oltre all'offerta cloud, anche una modalità di distribuzione On Premise dove l'intera infrastruttura viene allestita, presso la sede del cliente, direttamente da fastERA in una formula di comodato d'uso.
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Google Chrome: aggirata la sandbox
Google aveva sfidato gli sviluppatori: trovate i bug di Chrome e noi vi paghiamo. E chi pensava si trattasse di uno scherzo dovrà ricredersi, infatti la sfida è stata raccolta dallo sviluppatore russo Sergey Glazunov che ha letteralmente aggirato la sandbox di Chrome. Per lui è pronto un premio di 60.000 dollari.
Chrome ha commentato l'evento sottolineando un dettaglio importante: Sergey Glazunov ha aggirato e non violato la sandbox. La precisazione è importante, infatti l'essere riusciti a eludere una protezione è forse ancor più grave che violare la sandbox stessa.
La sandbox di Chrome è stata da sempre indicata come una delle caratteristiche di sicurezza del browser Google: questo componente ha lo scopo di "isolare" il sistema operativo da tutte le potenziali minacce che possono arrivare dal web. Il fatto che Sergey Glazunov abbia documentato un modo per eludere la sandbox e accedere così in modo diretto al sistema operativo fa capire l'importanza della situazione.
Ora Google dovrà lavorare per evitare che malware e malintezionati possano sfruttare la vulnerabilità scoperta. E mentre Chrome ha subito questo affronto anche Internet Explorer 9 deve fare i conti con due bug che hanno permesso di eludere i controlli DEP (Data Execution Prevention) e ASLR (Address space layout randomization) bucando poi la modalità Protected Mode. Tutto ciò è avvenuto in occasione del Pwn2Own 2012, un vero e proprio momento di incontro e di sfida tra vari gruppi di ricercatori e sviluppatori.
Chrome ha commentato l'evento sottolineando un dettaglio importante: Sergey Glazunov ha aggirato e non violato la sandbox. La precisazione è importante, infatti l'essere riusciti a eludere una protezione è forse ancor più grave che violare la sandbox stessa.
La sandbox di Chrome è stata da sempre indicata come una delle caratteristiche di sicurezza del browser Google: questo componente ha lo scopo di "isolare" il sistema operativo da tutte le potenziali minacce che possono arrivare dal web. Il fatto che Sergey Glazunov abbia documentato un modo per eludere la sandbox e accedere così in modo diretto al sistema operativo fa capire l'importanza della situazione.
Ora Google dovrà lavorare per evitare che malware e malintezionati possano sfruttare la vulnerabilità scoperta. E mentre Chrome ha subito questo affronto anche Internet Explorer 9 deve fare i conti con due bug che hanno permesso di eludere i controlli DEP (Data Execution Prevention) e ASLR (Address space layout randomization) bucando poi la modalità Protected Mode. Tutto ciò è avvenuto in occasione del Pwn2Own 2012, un vero e proprio momento di incontro e di sfida tra vari gruppi di ricercatori e sviluppatori.
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