Nuovo iPad Mini più sottile della concorrenza?
Solo una settimana fa il colosso di Cupertino, Apple annunciava l'imminente arrivo sul mercato della propria nuova soluzione tabelt, ovvero iPad. Nonostante questo, i rumors riguardanti la "tavoletta" della mela e le diverse possibili nuove versioni non sembrano intenzionate a fermarsi.
Proprio nel corso delle ultime ore sono infatti comparse online nuove indiscrezioni che parlano di una possibile nuova versione di iPad, denominato allo stato attuale iPad Mini a causa delle ridotte dimensioni del display che dovrebbero aggirarsi intorno agli 8 pollici, più precisamente 7,85".
Il rumors riguardante un possibile nuovo iPad dalle ridotte dimensioni non era già comparso più volte nel corso dei mesi scorsi. Alle voci già diffuse nei mesi scorsi si aggiungono quelle di qualche ora fa che parlano di un display che non rientrerebbe nella "categoria" Retina avendo risoluzione 1024x768 pixel che su 7,68 pollici porta a un ppi di 166 pixel per pollice.

La particolarità dello stesso display risiederbbe tuttavia nello spessore che dovrebbe essere minore di quello dei display da 7 pollici attualmente montati sui device della concorrenza. Caratteristica che porterebbe di conseguenza a uno spessore complessivo della soluzione inferiore rispetto ai terminali attualmente sul mercato.
Il prezzo della nuova soluzione dovrebbe essere compreso tra 249 e 299 dollari che, verosimilmente si tramuterebbero in 249 e 299 euro nel caso della nostra penisola. Prezzo che porterebbe il colosso di Cupertino a competere sul mercato anche nella fascia media o medio/bassa del mercato tablet. In attesa di un possibile tablet Nexus da parte di Google, il nuovo iPad mini diverrebbe quasi sicuramente una delle soluzioni più gettonate tra quelle della categoria.
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Sony Alpha A57, SLT consumer da 12fps e 16Mpixel
Sony ha presentato una nuova fotocamera "reflex", sebbene sia improprio chiamarla così. Da tempo infatti il colosso nipponico persegue la via del translucent mirror, escludendo quindi dalla progettazione lo specchio che fa da punto cardine alle reflex tradizionali. Di conseguenza anche il mirino diventa di tipo elettronico, cercando di tracciare una nuova via che porti ad alcuni vantaggi, primo fra questi il numero di scatti al secondo e la velocità in genere.
A livello costruttivo le differenze si fermano qui, poiché le fotocamere SLT (Single-Lens Translucent, con cui si indicano proprio queste macchine) sono del tutto identiche, nell'aspetto e nelle funzionalità, agli apparecchi reflex tradizionali, potendo montare gli stessi obiettivi e sfruttare le stesse impostazioni e riferimenti in genere.
Che Sony creda fortemente nel progetto non vi è alcun dubbio, come conferma la presentazione di modelli SLT in ogni fascia di utilizzo. L'ultima in ordine cronologico, presentata da poche ore, è il modello Sony Alpha A57, che porta in dote il sensore CMOS da 16Mpixel già visto su altri dispositivi, non per forza Sony, nonché alcune caratteristiche degne di nota.
Fra queste troviamo l'impostazione Continuous Advance Priority AE: bloccando l'apertura a f3.5 (o per aperture ancora maggiori), Alpha A57 può scattare a 12 frame al secondo a 8,4 Megapixel, anche con autofocus attivo. Sul fronte video da segnalare sono i 60fps registrabili a 1080p, così come molte funzionalità automatiche per venire incontro al principiante.
Come sulla Alpha A65 anche sulla A57 troviamo un autofocus a 15 punti ed estensione ISO da 100 a 16,000 (25600 estesa). Il mirino elettronico è un 1,44 Megapixel, mentre sul dorso troviamo un LCD da 3 pollici di diagonale, montato in un telaio orientabile.
Il prezzo indicato daDPReview è veramente interessante, poiché si parla di circa 800,00 Dollari USA con l'obiettivo base 18-55, che scendono a 700,00 Dollari USA per il solo corpo. Si tratta di cifre molto competitive, anche in considerazione dell'ottimo sensore montato di serie (nonché stabilizzazione in macchina) e degli elevati fps, sebbene con le limitazioni elencate in precedenza. La disponibilità è prevista per aprile, mentre non sono ancora noti i prezzi ufficiali per il mercato italiano.
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A livello costruttivo le differenze si fermano qui, poiché le fotocamere SLT (Single-Lens Translucent, con cui si indicano proprio queste macchine) sono del tutto identiche, nell'aspetto e nelle funzionalità, agli apparecchi reflex tradizionali, potendo montare gli stessi obiettivi e sfruttare le stesse impostazioni e riferimenti in genere.

Fra queste troviamo l'impostazione Continuous Advance Priority AE: bloccando l'apertura a f3.5 (o per aperture ancora maggiori), Alpha A57 può scattare a 12 frame al secondo a 8,4 Megapixel, anche con autofocus attivo. Sul fronte video da segnalare sono i 60fps registrabili a 1080p, così come molte funzionalità automatiche per venire incontro al principiante.
Come sulla Alpha A65 anche sulla A57 troviamo un autofocus a 15 punti ed estensione ISO da 100 a 16,000 (25600 estesa). Il mirino elettronico è un 1,44 Megapixel, mentre sul dorso troviamo un LCD da 3 pollici di diagonale, montato in un telaio orientabile.

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Microsoft mostra un traduttore universale capace di convertire la voce
Microsoft Research ha mostrato un software in grado di tradurre le parole emesse parlando e tradurle in un'altra lingua, mantenendo l'accento, il timbro e l'intonazione. In una dimostrazione del software prototipo, Rick Rashid (Chief Research Officer per Microsoft) ha evidenziato le potenzialità del prodotto citando una lunga frase che è stata poi tradotta in spagnolo e cinese mandarino.
Per fare in modo che questa traduzione avvenga con successo sono però necessarie alcune ore di allenamento, che permettono al software di creare il modello più simile alla voce dell'utente. Il modello è poi dato in pasto al text-to-speech per dare vita alla traduzione. Il nuovo sistema di Microsoft adatta il proprio modello standard alle caratteristiche del suono di chi parla, apportando modifiche sostanziali. Ad esempio nella versione spagnola, il modello standard di Microsoft va a lavorare sui differenti suoni della lettera S.
Il creatore del software, Frank Soong, afferma che questo approccio può essere applicato per tutte le 26 lingue supportate da Microsoft Speech Platform, che copre oggi le lingue più diffuse al mondo.
Finito il periodo di training, la possibilità di poter sfruttare smartphone caratterizzati da una importante potenza di calcolo, o più semplicemente appoggiandosi su servizi cloud, sarà possibile avere una traduzione simultanea.
Gli scenari applicativi di questa tecnologia, sono, ovviamente molteplici e permettono di ricreare prospettive particolarmente interessanti: poter parlare all'interno del proprio smartphone e avere una traduzione simultanea per poter interagire in un paese straniero di cui non conosciamo la lingua, poter direzionare lo smartphone verso l'autoctono e avere una traduzione nella nostra lingua rappresenta una realtà futuristica ma, al tempo stesso, possibile.
Al momento non è chiaro quando questa tecnologia potrà trovare applicazione e tantomeno se verrà introdotta con la presentazione di Windows 8. Quello che è certo è che le potenzialità, in questo senso, sono decisamente interessanti. Nel video a seguire, parte dal minuto 12 la dimostrazione, è possibile vedere il keynote di apertura.
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Per fare in modo che questa traduzione avvenga con successo sono però necessarie alcune ore di allenamento, che permettono al software di creare il modello più simile alla voce dell'utente. Il modello è poi dato in pasto al text-to-speech per dare vita alla traduzione. Il nuovo sistema di Microsoft adatta il proprio modello standard alle caratteristiche del suono di chi parla, apportando modifiche sostanziali. Ad esempio nella versione spagnola, il modello standard di Microsoft va a lavorare sui differenti suoni della lettera S.
Il creatore del software, Frank Soong, afferma che questo approccio può essere applicato per tutte le 26 lingue supportate da Microsoft Speech Platform, che copre oggi le lingue più diffuse al mondo.
Finito il periodo di training, la possibilità di poter sfruttare smartphone caratterizzati da una importante potenza di calcolo, o più semplicemente appoggiandosi su servizi cloud, sarà possibile avere una traduzione simultanea.
Gli scenari applicativi di questa tecnologia, sono, ovviamente molteplici e permettono di ricreare prospettive particolarmente interessanti: poter parlare all'interno del proprio smartphone e avere una traduzione simultanea per poter interagire in un paese straniero di cui non conosciamo la lingua, poter direzionare lo smartphone verso l'autoctono e avere una traduzione nella nostra lingua rappresenta una realtà futuristica ma, al tempo stesso, possibile.
Al momento non è chiaro quando questa tecnologia potrà trovare applicazione e tantomeno se verrà introdotta con la presentazione di Windows 8. Quello che è certo è che le potenzialità, in questo senso, sono decisamente interessanti. Nel video a seguire, parte dal minuto 12 la dimostrazione, è possibile vedere il keynote di apertura.
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Altera dimostra il primo FPGA con connessioni ottiche integrate
In occasione della Optical Fibre Communication Conference ed Exposition che si è svolta a Los Angeles dal 6 all'8 marzo scorsi, Altera ha dato dimostrazione della nuova tecnologia Optical FPGA, che consente di integrare dispositivi programmabili e transceiver ottici in un singolo package, andando a ridurre i costi e le complessità delle soluzioni basate su rame e su tecnologie ottiche convenzionali.
L'esemplare dimostrativo è stato sviluppato in collaborazione con Avago Technologies, la quale ha fornito i moduli ottici 12-Channel MicroPOD per l'integrazione in una scheda di test derivata dal kit di sviluppo Stratix IV FPGA 100G di Altera. Bradley Howe, vicepresidente IC engineering di Altera ha commentato: "La dimostrazione della tecnologia Optical FPGA sottolinea l'impegno di Altera nello sviluppo di innovazioni che rispondano alle principali sfide dell'industria e all'abilitazione di nuove innovazioni. Con la continua crescita delle necessità nella velocità di trasferimento dati, gli ingegneri devono guardare al di là del rame e delle tradizionali soluzioni ottiche al fine di poter rispondere alle esigenze di prestazioni, costi ed energia della prossima genrazione di video, cloud computing e applicazioni gaming 3D".
L'integrazione del transceiver ottico nel package FPGA consente di semplificare il routing dei segnali, migliorandone l'integrità e riducendo l'occorrenza i errori causati da elementi parassiti nel percorso del segnale. L'integrazione, riducendo la complessità, consente agli ingegneri di ridurre i costi di sviluppo e di ingegnerizzazione.
Philip Gadd, vicepresidente e general manager della Fiber Optics Product Division per Avago, ha commentato: "In qualità di leader mondiale in soluzioni ottiche di stampo Data Center, Avago ha collaborato con Altera per combinare i nostri comprovati moduli ottici MicroPOD con Stratix FPGA, portando il concetto di ottica parallela integrata al prossimo livello di integrazione. Questo consentirà agli utenti FPGA di utilizzare l'elevata larghezza di banda a disposizione ed i vantaggi offerti dalla compattezza delle interfacce ottiche parallele attualmente impiegate nei datacenter".
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L'esemplare dimostrativo è stato sviluppato in collaborazione con Avago Technologies, la quale ha fornito i moduli ottici 12-Channel MicroPOD per l'integrazione in una scheda di test derivata dal kit di sviluppo Stratix IV FPGA 100G di Altera. Bradley Howe, vicepresidente IC engineering di Altera ha commentato: "La dimostrazione della tecnologia Optical FPGA sottolinea l'impegno di Altera nello sviluppo di innovazioni che rispondano alle principali sfide dell'industria e all'abilitazione di nuove innovazioni. Con la continua crescita delle necessità nella velocità di trasferimento dati, gli ingegneri devono guardare al di là del rame e delle tradizionali soluzioni ottiche al fine di poter rispondere alle esigenze di prestazioni, costi ed energia della prossima genrazione di video, cloud computing e applicazioni gaming 3D".
L'integrazione del transceiver ottico nel package FPGA consente di semplificare il routing dei segnali, migliorandone l'integrità e riducendo l'occorrenza i errori causati da elementi parassiti nel percorso del segnale. L'integrazione, riducendo la complessità, consente agli ingegneri di ridurre i costi di sviluppo e di ingegnerizzazione.
Philip Gadd, vicepresidente e general manager della Fiber Optics Product Division per Avago, ha commentato: "In qualità di leader mondiale in soluzioni ottiche di stampo Data Center, Avago ha collaborato con Altera per combinare i nostri comprovati moduli ottici MicroPOD con Stratix FPGA, portando il concetto di ottica parallela integrata al prossimo livello di integrazione. Questo consentirà agli utenti FPGA di utilizzare l'elevata larghezza di banda a disposizione ed i vantaggi offerti dalla compattezza delle interfacce ottiche parallele attualmente impiegate nei datacenter".
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