lunedì 5 settembre 2011

News del 05-09-2011

Samsung ChatON, messaggi gratis per Android, iOS e Blackberry

Anche Samsung decide di lanciarsi sul mondo della messaggistica mobile, presentando la propria applicazione ChatON. La soluzione, che dovrebbe essere lanciata ufficialmente nei giorni a venire in occasione dell'IFA di Berlino, è una applicazione che porta la chat e la condivisione di immagini e video non solo sul sistema operativo Bada OS, ma anche su iOS, Android e Blackberry.
Secondo il produttore coreano, ChatON sarà disponibile in due versioni, una basica per i telefoni comuni e una più complessa, che permetterà invece agli smartphone di gestire i commenti sui profili, mandare messaggi animati e altre funzionalità.
Secondo le prime indiscrezioni, inoltre, l'azienda sarebbe anche in procinto di rilasciare una versione web-based dell'applicazione, che potrebbe così portare le funzionalità anche sulle soluzioni PC. ChatON arriverà sul mercato il prossimo mese (in oltre 120 paesi e in 62 lingue).
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IPhone 5: display da meno di 4" e chassis in alluminio
È ormai noto che l'attesa per il nuovo smartphone di casa Apple ha raggiunto altissimi livelli, al punto che assistiamo quasi giornalmente all'incessante susseguirsi di nuove voci riguardanti il nuovo melafonino.
L'ultima notizia giunge da Digitimes e raccoglie alcune informazioni relative al form factor del nuovo iPhone 5. Sembra infatti che, contrariamente a quanto anticipato, il nuovo terminale della compagnia di Cupertino non porterà in dote un display di dimensioni maggiori di 4".
Nonostante le prime voci parlassero di un aggiornamento di questa caratteristica del nuovo prodotto, sembra infatti che i piani di Apple siano diametralmente opposti alle previsioni e vedono il produttore californiano deciso a confermare le dimensioni del vecchio display. Dimensioni che dovrebbero tuttavia apparire comunque maggiorate, grazie a una cornice quasi invisibile e a uno spessore notevolmente ridotto.
Sempra grazie a Digitimes apprendiamo anche che iPhone 5 potrebbe essere equipaggiato con uno chassis costruito interamente in materiale metallico, probabilmente alluminio.
Il nuovo iPhone dovrebbe fare il proprio esordio nel corso del prossimo mese o al più tardi in ottobre. Fino ad allora i rumors non cesseranno di tenerci compagnia e di fornire nuove improbabili informazioni a riguardo.
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Dal MIT una tecnica per impedire gli attacchi Man-in-the-middle sulle reti wireless

La conferenza Def Con che si tiene ogni anno a Las Vegas rappresenta l'appuntamento più importante per tutti gli hacker e gli esperti/appassionati di sicurezza informatica. In occasione della diciannovesima edizione, tenutasi dal 4 al 7 agosto scorsi presso il Rio Hotel & Casino, i telefoni cellulari di molti dei partecipanti alla conferenza sono stati oggetto di un attacco, che sembrerebbe essere la prima violazione avvenuta con successo di una rete cellulare 4G. Se le informazioni rilevate fino ad ora sono esatte (le indagini sono ancora in corso), quanto accaduto rientra sotto il cappello degli attacchi denominati "Man-in-the-middle" (o MITM).
Riportiamo di seguito il passo che spiega il principio di funzionamento degli attacchi MITM:
Nell'ambito della sicurezza informatica o, più in generale, della crittografia, si definisce l'attacco MITM come una forma di intercettazione attiva di comunicazioni, dove l'attaccante mette in atto interazioni indipendenti con le due vittime inoltrando i messaggi tra loro, facendo credere ad entrambi di comunicare direttamente su una connessione privata, quando di fatto l'intera conversazione è controllata dal portatore dell'attacco. La dicitura Man-In-The-Middle si riferisce proprio alla posizione del portatore dell'attacco, interposta tra le due vittime. Il meccanismo di funzionamento di questo genere di attacchi è rappresentato dal fatto che il portatore dell'attacco si finge il punto finale della comunicazione di ciascuna delle due parti, in maniera tale che queste siano reciprocamente convinte di interagire direttamente tra loro.
A distanza di una settimana da quanto avvenuto durante il Def Con, un gruppo di ricercatori del MIT ha presentato, in occasione della ventesima edizione dell'Usenix Security Symposium, il progetto di uno schema di sicurezza che permette di instaurare connessioni sicure tra dispositivi wireless prevenendo gli attacchi di tipo MITM.
E' importante comprendere che nell'ambito delle comunicazioni wireless gli attacchi MITM possono occorrere non solamente tra telefoni cellulari e stazioni radio base ma anche, ad esempio, tra cellulari e auricolari wireless, tra dispositivi medici ed i loro sistemi di monitoraggio, tra un computer e un sistema di altoparlanti senza fili e così via.
Fino ad ora le misure adottate per ostacolare gli attacchi MITM sono rappresentate da una protezione tramite password o tramite altro meccanismo, del canale di comunicazione che si instaura tra i due capi della comunicazione. In realtà ciò rappresenta un'arma a doppio taglio, poiché è proprio sull'assunzione che la comunicazione avviene su un canale sicuro che si basa la forza dell'attacco MITM.
Nel momento in cui due dispositivi wireless stabiliscono una connessione sicura, avviene lo scambio delle chiavi di crittografia utilizzate per codificare le informazioni. Quando un attacco MITM ha luogo, l'attaccante tenta di trasmettere la propria chiave di crittografia: nel caso ciò avvenga con successo i due capi della comunicazione scambieranno l'attaccante con l'altro capo, mettendolo così nella condizione di poter intercettare le trasmissioni.
Vi sono però numerose situazioni, e tutte all'ordine del giorno, in cui la protezione tramite password non rappresenta una modalità in grado di garantire una trasmissione sicura delle informazioni: pensiamo, ad esempio, a tutti quei luoghi dove è possibile trovare una rete wireless pubblica alla quale chiunque può collegarsi utilizzando la medesima password degli altri utenti. Ciascuno degli utenti di queste reti può essere soggetto ad un attacco MITM.
Nickolai Zeldovich, Douglas Ross Career Developlent Assistant Professor of Software Technology, Dina Katabi, Career Development Associate Professor of Computer Science and Engineering, il postdoc Nabeel Ahmed ed il dottorando Shyam Gollakota, tutti facenti parte del Dipartimento di Electrical Egineering and Computer Science del MIT, hanno basato lo sviluppo dello schema di sicurezza su alcuni dei principi di funzionamento delle trasmissioni wireless.
Il protocollo di sicurezza progettato dai ricercatori prevede infatti che dopo la trasmissione della chiave di cifratura da parte del mittente legittimo, venga inviata una seconda stringa di numeri correlata alla chiave di cifratura tramite un'operazione matematica. La differenza, però, sta nel fatto che la chiave di cifratura viene trasmessa in maniera convenzionale (codificata, cioè, come una variazione delle caratteristiche fisiche dell'onda portante) mentre la stringa di numeri viene codificata alternando opportunamente picchi di radiazione a silenzi.
Nel momento in cui un attaccante tenti di rimpiazzare la propria chiave di crittografia con quella del legittimo mittente, si dovrà occupare di inviare anche la relativa stringa numerica sottoforma di una sequenza di picchi di radiazione e silenzi: è in questo modo che le due stringhe andranno a sovrapporsi, creando una sequenza di picchi e silenzi completamente nuova e che, ovviamente, non avrà alcuna correlazione con la chiave di cifratura trasmessa, indicando in questo modo la presenza di un attacco MITM. Per aggirare questo meccanismo l'attaccante potrebbe tentare di sovrastare interamente la trasmissione legittima ed inviare la propria chiave: ciò si tramuterebbe però nella trasmissione di un segnale di elevata durata, talmente estesa da allertare il ricevente del tentativo di attacco.
E' interessante osservare come lo schema di sicurezza ideato dai ricercatori del MIT vada in una diversa direzione rispetto ad altri lavori che hanno cercato di individuare un sistema in grado di prevenire gli attacchi MITM. In generale, infatti, in tutti i precedenti lavori si poneva come presupposto il fatto che un attaccante sarebbe comunque in grado di trafficare con le trasmissioni tra i due capi della comunicazione: i ricercatori del MIT fanno invece un passo indietro e, partendo dai principi che governano il funzionamento delle reti wireless, sono stati in grado di realizzare un sistema che impedisca a priori che l'attaccante possa manomettere le trasmissioni e che, se ciò dovesse accadere, l'attacco venga messo allo scoperto.
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Intelligenza artificiale e comunicazione: ecco il dialogo tra due bot
Alcuni e simpatici ricercatori della Cornell University hanno di recente proposto, su Youtube, un interessante video: due chatbot si scambiano parole, ricreando un discorso assurdo ma per certi versi interessante. Ecco allora che, in pochi secondi, le due intelligenze virtuali spaziano da discorsi infantili a argomenti di carattere filosofico, senza un grandissimo filo logico.
I due avatar proposti nel video sono un uomo britannico e una donna asiatica: entrambi si basano su Cleverbot, una intelligenza artificiale programmata da Rollo Carpenter. Il software ha imparato le frasi da milioni di conversazioni avute con umani su internet. Il risultato di questo bizzarro esperimento è riscontrabile a seguire:
Cleverbot ha vinto nel 2010 la British Computer Society Machine intelligence competition. Il risultato del discorso tra i due Cleverbot, però, risulta più divertente che altro.
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