giovedì 6 ottobre 2011

News del 06 Ottobre 2011 -Varie-

Asustek Eee Pad Transformer 2 a 499 dollari americani

Commentando alcune analisi di mercato fornite da osservatori di settore, il CEO di Asustek Jerry Chen ha fatto notare come non è intenzione dell'azienda andare a tagliare i prezzi di commercializzazione delle soluzioni tablet. Rispetto alla prima generazione di tablet, conosciuta sul mercato con il nome di Transformer, anche per la nuova proposta Transformer 2 il prezzo previsto sarà di 499 dollari americani.
Buona parte delle analisi di mercato pubblicate negli ultimi giorni hanno chiaramente indicato come, complice la sempre maggiore concorrenza su tale segmento, i prezzi delle proposte tablet sarebbero destinati a scendere. Ad avvalorare tale previsioni anche l'arrivo sul mercato tablet di Amazon, con il proprio Kindle Fire venduto ad un prezzo particolarmente competitivo.
Per il 2011, Asus prevede di consegnare circa 1,5/2 milioni di tablet. Secondo il CEO della nota azienda taiwanese, inoltre, gli importanti passi in avanti fatti da Android saranno evidenti con la nuova release Ice cream sandwich, e questo andrà ad incidere in modo diretto sulle vendite. Ma non solo: il tablet di Amazon andrà a ritagliarsi circa il 20-30% delle spedizioni complessive, ma le soluzioni a 10" rappresenteranno sempre una proposta interessante.
Non si menziona però in alcun modo iPad, la proposta di Apple che ha dato vita al segmento tablet e che ancora oggi rappresenta il riferimento del settore: l'esperienza di utilizzo che è in grado di fornire il prodotto della mela morsicata è ancora un traguardo da raggiungere e che probabilmente non arriverà mai per molti produttori.
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Moduli memoria DDR3 da 8 Gbytes per Corsair
Corsair ha annunciato una nuova generazione di moduli memoria DDR3 della famiglia Vengeance, dotati ciascuno di una capacità massima pari a 8 Gbytes. Certificati per operare sino ad una frequenza di clock di 1.600 MHz, i nuovi moduli sono caratterizzati da una tensione di alimentazione di 1,5V e da timings particolarmente conservativi, pari a 10-10-10-27.
vengeance_ddr3_8gb_2.jpg (75287 bytes)
Moduli memoria di questo tipo permettono di raggiungere agevolmente elevate capacità complessive anche in sistemi desktop dotati di soli 4 slot memoria, come sono del resto la maggior parte delle schede madri per CPU Intel e AMD disponibili sul mercato.
Uno scenario limite è quello che si potrà venire a creare con i processori Sandy Bridge-E, basati su piattaforma Intel X79: alcune delle schede madri compatibili con questi processori integreranno infatti ben 8 slot per moduli DDR3, necessari per sfruttare al meglio il controller DDR3 quad channel. In questo caso sarà possibile arrivare a sistemi desktop di fascia enthusiast con una dotazione di memoria di sistema di ben 64 Gbytes.
Accanto alle memorie della serie Vengeance Corsair propone anche un secondo kit con moduli da 8 Gbytes di capacità ciascuno. Si tratta delle soluzioni Value Select DDR3, certificate per operare alla frequenza di clock di 1.333 MHz quale massimo in abbinamento a tensione di alimentazione di 1.5V e a timings pari a 9-9-9-24. Al momento attuale Corsair non ha ancora comunicato il prezzo ufficiale per entrambe queste tipologie di memorie.
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Un ultimo saluto a Napster

Rhapsody ha annunciato ieri l'acquisizione di Napster, l'accordo prevede però un passaggio di consegne per gli utenti e non del servizio. Il 16 di Dicembre chiuderanno così gli uffici di Napster a Los Angeles e San Diego e sarà l'ultimo giorno per i circa 120 dipendenti dell'azienda.
Rhapsody infatti, non avrebbe pagato per il sevizio e avrebbe effettuato uno scambio di azioni con Best Buy (che aveva comprato Napster nel 2008) al fine di acquisire i circa 400.000 utenti del servizio di fruizione musicale. Napster, quando venne acquisito da Best Buy poteva vantare una base utenti di oltre 700.000 utenti.
Napster, con il suo logo a forma di gatto con le cuffie, sparirà così definitivamente. Superato negli ultimim anni da Spotify e da iTunes, i lettori con più memoria storica si ricorderanno come fu proprio Napster a portare la musica digitale sui PC collegati ad internet.
Il servizio fondato da Shawn e John Fanning nel 1999 portò agli utenti la possibilità di avere accesso ad una enorme mole di canzoni, aprendo così l'eterna questione del diritto d'autore e di come gli artisti avrebbero guadagnato dalla diffusione dei contenuti digitali.
Nel 2001 Napster venne spento completamente, come risultato di un processo legale; nel Settembre del 2002 Roxio, un'azienda che si occupa dello sviluppo di software musicale, ha comprato il brand e il logo Napster per circa 5 milioni di dollari. Ecco che allora Napster è cominciato a divenire un sistema di distribuzione musicale a pagamento: Best Buy ha comprato Napster nel Settembre del 2008 per una cifra di 121 milioni di dollari.
Presto però Napster sparirà completamente, andando così a raggiungere LimeWire nel paradiso dei software più utilizzati per scaricare MP3 gratuitamente.
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Wikipedia protesta e lo fa mettendosi il bavaglio

Chi ha provato a consultare Wikipedia nelle ultime ore, nella versione italiana, si sarà accorto della protesta portata avanti dalla nota enciclopedia online. Il comunicato, diramato nella giornata di ieri, è disponibile a questo indirizzo.
Il motivo della protesta viene espresso chiaramente e senza giri di parole:
"Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni. Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine."
Wikipedia
La nota enciclopedia collettiva si trova così a fronteggiare lo spauracchio di un decreto che, se approvato, andrebbe a limitare in modo pesante l'utilità e lo scopo di Wikipedia. Ricordiamo infatti che Wikipedia nasce come progetto di divulgazione online che non ha una redazione, ma che si basa sul contributo gratuito degli utenti.
"In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa", riporta nel suo comunicato stampa ufficiale Wikipedia.
Quello che viene contestato al decreto è l'obbligo di pubblicare all'interno dei contenuti le smentite, senza aver modo di entrare nel merito delle stesse e verificare la veridicità delle stesse: in questo modo si darebbe vita ad un vero e proprio contraddittorio, lontano ovviamente dallo scopo e dalla natura che caratterizza Wikipedia.
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