Una memoria cache L4 per le CPU Intel Haswell
Mancano poche settimane al debutto delle soluzioni Intel della famiglia Ivy Bridge, nome in codice che identifica la prossima generazione di processori destinati a sistemi desktop e notebook costruiti con tecnologia produttiva a 22 nanometri. Sappiamo che una delle principali novità implementate in queste soluzioni riguarda il sottosistema video, per il quale si prevede un livello prestazionale ben più elevato delle soluzioni Sandy Bridge.
Nonostante il debutto sia tra non meno di un anno stanno emergendo alcune informazioni sulle scelte portate avanti da Intel in termini di architettura della componente GPU nella prossima generazione di CPU che prenderà il posto di quella Ivy Bridge: ci riferiamo alle soluzioni note con il nome di Haswell.
I processori Haswell implementeranno 3 differenti versioni di GPU integrata, a seconda del modello e della destinazione d'uso. Le proposte mainstream desktop, dotate al proprio interno di architettura di CPU quad core, saranno dotate di GPU della serie GT2, capaci di prestazioni della componente 3D superiori tra il 20% e il 50% rispetto a quanto messo a disposizione dalla GPU integrata più veloce presente nelle CPU Ivy Bridge.
Per le CPU destinate ai sistemi Ultrabook, dotate di architettura dual core per la componente CPU, troveremo sottosistema grafico indicato con il nome di GT3. In questo caso le prestazioni velocistiche complessive saranno ben più elevate, indicativamente pari al doppio di quanto messo a disposizione dalla GPU GT2.
Troveremo anche una terza versione di GPU integrata in Haswell, abbinata alle sole proposte top di gamma con architettura quad core. In questo caso accanto alla GPU GT3 troveremo una memoria cache dedicata, di tipo L4 o di quarto livello, che sarà specificamente abbinata alla sola componente GPU. La logica alla base di questo approccio è quella di dotare la componente video di una memoria buffer che possa evitare di sovraccaricare il bus memoria tradizionale, utilizzato attivamente dalla componente CPU vista la presenza dei 4 core.
La risultante sarà quindi quella di avere un approccio, per queste specifiche versioni di processore Haswell, di tipo MCP o Multi Chip Package, con il quale quindi ogni package di processore integrerà due die distinti. Il primo integrerà i tradizionali core CPU e la componente GPU, mentre il secondo sarà la memoria cache L4 specificamente dedicata alla componente GPU. Un design di questo tipo permetterà di integrare questa memoria addizionale solo per le versioni di CPU Haswell per le quali la sua presenza sia richiesta, diversificando al massimo la gamma di processori che verranno immessi sul mercato non solo per le specifiche lato CPU ma sempre più anche per le potenzialità fornite dalla componente GPU.
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APU AMD Trinity: versioni dual core per desktop e notebook
Nuovi dettagli sulle soluzioni APU di AMD di prossima generazione, note con il nome in codice di Trinity. Ci riferiamo alle architetture che integrano CPU e GPU nello stesso package, proposte in versioni per sistemi desktop e notebook, che prenderanno il posto di quelle Llano in commercio dallo scorso mese di Giugno.
Fudzilla riporta dettagli di due versioni di APU Trinity dotate di architettura dual core, che si andranno pertanto a posizionare quali proposte d'ingresso nel mercato. La prima, modello A6-5400K, sarà dotata di moltiplicatore di frequenza sbloccato verso l'alto così da facilitarne l'overclock; per la componente GPU troveremo una soluzione Radeon HD 7560D.
La seconda APU è il modello A4-5300, caratterizzato presumibilmente da una frequenza di clock inferiore ma abbinato a GPU Radeon HD 7560D. per entrambe le APU troveremo TDP massimo compreso entro 65 Watt, valore allineato a quello delle proposte Llano attualmente in commercio destinate allo stesso segmento di mercato.
Altri dettagli, questa volta per versioni destinate all'utilizzo in sistemi notebook, provengono da HP. L'azienda americana ha reso disponibile, sul proprio sito web, informazioni sul notebook Pavillion g4-202ax, modello che sarà abbinato alla APU A6-4400M. In questo caso oltre all'architettura dual core sappiamo che la frequenza di clock sarà pari a 2,6 GHz di default, con la possibilità di spingersi sino a 3 GHz di massimo attraverso tecnologia Turbo Core. la componente GPU integrata sarà modello Radeon HD 7520G, abbinata ad una GPU discreta Radeon HD 7670M integrata da HP così da fornire superiori prestazioni velocistiche.
Ricordiamo come le proposte Trinity per sistemi desktop utilizzeranno schede madri dotate del nuovo socket FM2, in abbinamento per la maggior parte delle versioni a memorie DDR3 sino alla frequenza di clock di 1.866 MHz. Sono previste versioni a 2 e a 4 core, tanto per sistemi desktop come per quelli notebook.
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Fudzilla riporta dettagli di due versioni di APU Trinity dotate di architettura dual core, che si andranno pertanto a posizionare quali proposte d'ingresso nel mercato. La prima, modello A6-5400K, sarà dotata di moltiplicatore di frequenza sbloccato verso l'alto così da facilitarne l'overclock; per la componente GPU troveremo una soluzione Radeon HD 7560D.
La seconda APU è il modello A4-5300, caratterizzato presumibilmente da una frequenza di clock inferiore ma abbinato a GPU Radeon HD 7560D. per entrambe le APU troveremo TDP massimo compreso entro 65 Watt, valore allineato a quello delle proposte Llano attualmente in commercio destinate allo stesso segmento di mercato.
Altri dettagli, questa volta per versioni destinate all'utilizzo in sistemi notebook, provengono da HP. L'azienda americana ha reso disponibile, sul proprio sito web, informazioni sul notebook Pavillion g4-202ax, modello che sarà abbinato alla APU A6-4400M. In questo caso oltre all'architettura dual core sappiamo che la frequenza di clock sarà pari a 2,6 GHz di default, con la possibilità di spingersi sino a 3 GHz di massimo attraverso tecnologia Turbo Core. la componente GPU integrata sarà modello Radeon HD 7520G, abbinata ad una GPU discreta Radeon HD 7670M integrata da HP così da fornire superiori prestazioni velocistiche.
Ricordiamo come le proposte Trinity per sistemi desktop utilizzeranno schede madri dotate del nuovo socket FM2, in abbinamento per la maggior parte delle versioni a memorie DDR3 sino alla frequenza di clock di 1.866 MHz. Sono previste versioni a 2 e a 4 core, tanto per sistemi desktop come per quelli notebook.
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RapidShare: filtri da applicare per l'upload di file
L'ondata di avvenimenti che hanno colpito il mondo del file sharing non sembra arrestarsi e, settimana dopo settimana, riserva qualcosa di nuovo. E oggi arriva il turno di RapidShare, uno dei servizi di file sharing più conosciuti di sempre. Al momento però i guai per il noto sito riguardano solo la Germania, paese in cui una corte regionale ha deciso che RapidShare debba filtrare in modo proattivo i file che gli utenti decidono di condividere su tale servizio.
La corte avrebbe così confermato tre separati verdetti provenienti da corti meno importanti, che sarebbero giunte a tali decisioni dopo cause portate avanti da publisher di libri e musica. Al momento non è però chiaro se RapidShare deciderà di andare in appello.
Il motivo del contendere è, come appare chiaro, sempre lo stesso: alcuni membri di RapidShare utilizzano il servizio per diffondere materiale protetto dal diritto d'autore. RapidShare ha, nel corso del tempo, attivato importanti misure nel tentativo di contrastare questo problema, evidentemente però questi sforzi non sono risultati sufficienti. Ecco allora che la corte regionale di Amburgo ha confermato il verdetto di altre tre corti, secondo cui il file-hoster in questione non avrebbo fatto alcuno sforzo per prevenire l'upload di materiale protetto dal diritto d'autore sui propri server.
I casi portati avanti dalle corti tedesche coinvolgono in modo diretto migliaia di titoli e sono state iniziate dai gruppi GEMA e De Gruyter, gruppo che si occupa di far valere il diritto d'autore, il primo, e un famoso editore, il secondo. La corte regionale di Amburgo ha così sentenziato che RapidShare deve monitorare i contenuti inviati dai propri utenti, al fine di garantire che non sia presente alcun file protetto dal contenuto d'autore che venga diffuso illegalmente. Al momento non è stata ancora pubblicato il verdetto finale. L'industria della carta stampata, in Germania ha già esultato considerando il verdetto una importante vittoria.
Ad invitare alla calma è invece Daniel Raimer, portavoce per RapidShare: secondo quanto riportato, infatti è bene attendere il verdetto scritto dalla corte per poter valutare la gravità della decisione. Una eventuale conferma di quanto deciso fino ad ora sarebbe inoltre in diretto contrasto con quanto deciso nel corso del mese di febbraio dalla corte di giustizia Europea, per la quale il controllo dei file non sarebbe possibile per normative sulla privacy.
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La corte avrebbe così confermato tre separati verdetti provenienti da corti meno importanti, che sarebbero giunte a tali decisioni dopo cause portate avanti da publisher di libri e musica. Al momento non è però chiaro se RapidShare deciderà di andare in appello.
Il motivo del contendere è, come appare chiaro, sempre lo stesso: alcuni membri di RapidShare utilizzano il servizio per diffondere materiale protetto dal diritto d'autore. RapidShare ha, nel corso del tempo, attivato importanti misure nel tentativo di contrastare questo problema, evidentemente però questi sforzi non sono risultati sufficienti. Ecco allora che la corte regionale di Amburgo ha confermato il verdetto di altre tre corti, secondo cui il file-hoster in questione non avrebbo fatto alcuno sforzo per prevenire l'upload di materiale protetto dal diritto d'autore sui propri server.
I casi portati avanti dalle corti tedesche coinvolgono in modo diretto migliaia di titoli e sono state iniziate dai gruppi GEMA e De Gruyter, gruppo che si occupa di far valere il diritto d'autore, il primo, e un famoso editore, il secondo. La corte regionale di Amburgo ha così sentenziato che RapidShare deve monitorare i contenuti inviati dai propri utenti, al fine di garantire che non sia presente alcun file protetto dal contenuto d'autore che venga diffuso illegalmente. Al momento non è stata ancora pubblicato il verdetto finale. L'industria della carta stampata, in Germania ha già esultato considerando il verdetto una importante vittoria.
Ad invitare alla calma è invece Daniel Raimer, portavoce per RapidShare: secondo quanto riportato, infatti è bene attendere il verdetto scritto dalla corte per poter valutare la gravità della decisione. Una eventuale conferma di quanto deciso fino ad ora sarebbe inoltre in diretto contrasto con quanto deciso nel corso del mese di febbraio dalla corte di giustizia Europea, per la quale il controllo dei file non sarebbe possibile per normative sulla privacy.
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